L’occasione per sperimentarla la si avrà già nel prossimo mese in occasione della tornata elettorale prevista per l’elezione dei nuovi Presidente della Giunta e consiglio regionale.

L’Assemblea di Palazzo Cesaroni ha infatti approvato ieri sera la nuova legge elettorale al termine di due serrate giornate di dibattito ed a tratti, anche di duro scontro politico.

Il risultato finale parla di 19 voti favorevoli (quelli di Pd, Psi, Lignani Marchesani–FdI, Monni-Ncd, Modena-FI) ed 11 contrari (degli altri consiglieri di FI, FDI, UDC, Cirignoni-Misto, Mantovani-Ncd, Stufara-Prc, Goracci-Cu, Brutti-Idv).

Le caratteristiche della nuova legge prevedono l’abolizione del listino del presidente; il turno unico (vince il candidato che ottiene il risultato migliore), il collegio unico regionale; la doppia preferenza di genere; la coalizione vincente ottiene fino a un massimo di 12 seggi (più il presidente) e i restanti 8 vanno alla minoranza; la lista che ottiene il migliore risultato, tra quelle che appoggiano il presidente eletto, può ottenere fino a un massimo di 10 seggi, i restanti 2 vanno alle liste che ottengono il risultato migliore tra quelle che superano il 2,5 per cento; al candidato presidente “miglior perdente” spetta di diritto un seggio e le liste che lo sostengono rientrano comunque nel riparto degli altri 7 seggi, se hanno superato il 2,5 per cento; il numero delle firme per la presentazione delle liste è fissato tra un minimo di 500 e un massimo di 1000. La legge stabilisce anche una quota massima di spesa elettorale: 100 mila euro per i candidati presidenti e 25 mila per i candidati consiglieri.

La Presidente della Giunta umbra, Catiuscia Marini, non ha nascosto la propria soddisfazione. “Il lavoro svolto in consiglio – ha detto – è serio sia dal punto di vista politico che tecnico. Questa legge elettorale – ha aggiunto – è molto migliorativa rispetto a quella vigente. Abbiamo voluto confermare alcuni punti che sono qualificanti della modalità che permette ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti a partire dal presidente della Regione. Questo – ha spiegato la Marini – è un elemento distintivo rispetto a tutti gli altri livelli istituzionali”.

A giudizio di Raffaele Nevi, capogruppo di Forza Italia, “la legge è stata molto migliorata nei due

giorni di confronto grazie anche al contributo di Forza Italia; siamo riusciti a costruire un bipolarismo – ha sottolineato Nevi – che serve a risolvere efficacemente i problemi dell’Umbria evitando una eccessiva frammentazione della rappresentanza consiliare e dando comunque la possibilità anche alle forze minori di trovare una collocazione, pur nello sbarramento naturale dei 20 seggi a disposizione”.

Non lesina critiche, invece, Damiano Stufara, capogruppo di Rifondazione Comunista, secondo il quale con questo testo si sarebbe persa una grande occasione. “Chi ha scritto questa legge – ha detto – si carica sulle spalle una grave responsabilità; un Consiglio che farà leggi con soli 20 rappresentanti equivale ad una riduzione della democrazia; per questo – ha sostenuto il capogruppo del Prc-Fds – bisognava costruire un sistema elettorale equo”. Per Stufara sarebbe insomma mancata una discussione ampia e “l’aver scelto di far prevalere gli interessi di alcuni soggetti in campo – ha concluso – è stato davvero un errore”.