Passa, in consiglio comunale, l’atto d’indirizzo, proposto dalla prima commissione di Palazzo Spada, sui criteri per la nomina della Commissione comunale per la qualità architettonica e del paesaggio.

Tre gli emendamenti che erano stati presentati sull’argomento. Il primo, proposto dal presidente della prima commissione consiliare, Faliero Chiappini (CittAperta) è stato approvato, il secondo da Stefano Fatale (FI) ed il terzo da Marco Cecconi (Fd’I) sono stati invece respinti. Riguardavano la limitazione della durata in carica a trenta mesi e il limite dei due mandati solo per i membri nominati dal consiglio comunale e l’esclusione per coloro che abbiano commesso non solo reati edilizi, ma anche “abusi”.

Con l’atto d’indirizzo approvato, il consiglio comunale, considerato che “ad oggi la prassi è sempre stata quella di affidare al sindaco e alla giunta comunale la nomina dei componenti della commissione, chiede “l’immediata modifica del regolamento edilizio; di integrare la Commissione con un tecnico competente in merito all’applicazione della vigente normativa circa l’abbattimento delle barriere architettoniche, espressione delle associazioni dei disabili; che la nomina della Commissione sia di pertinenza del consiglio comunale”.

Questa prima parte dell’atto è stata votata separatamente, su richiesta di Stefano Fatale e approvata con 28 voti a favore.

Nella seconda parte, approvata con 23 favorevoli, cinque contrari e un astenuto, l’assemblea municipale ternana chiede alla giunta “che tutti i membri dell’attuale Commissione per la qualità architettonica compresi quelli esterni indicati dagli Ordini, vengano immediatamente rinominati, essendo il loro mandato già terminato da più di sei mesi; che venga assicurata idonea rotazione di tutti i membri, eletti per un periodo massimo di 30 mesi; che per ogni membro vengano ammessi un massimo di due mandati purché non consecutivi, considerando nel computo anche il mandato in scadenza”.

Inoltre, secondo il consiglio comunale, “non possono far parte della Commissione, a qualsiasi titolo soggetti che, responsabili di società o a titolo personale, abbiano commesso reati di natura edilizia, accertati con sentenza passata in giudicato” e che “non debbano partecipare alla Commissione coloro che abbiano conflitti di interesse personale o professionale per atti all’ordine del giorno: questi dovranno dichiarare la propria posizione al dirigente del servizio che dovrà vigilare e dare atto dell’applicazione dei punti riguardanti l’incompatibilità”.