Stabilire i criteri per l’individuazione, la perimetrazione e la protezione delle aree di salvaguardia, definire i vincoli e le attività consentite all’interno di tali aree, attuare il controllo e la gestione del territorio per la loro tutela.

Sono questi gli obiettivi del regolamento sulla “tutela delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano”, predisposto dalla Giunta regionale e presentato alla Seconda commissione dell’Assemblea legislativa.

Il documento, su cui la Commissione, dopo una audizione già programmata per il prossimo 11 marzo, dovrà esprimere un parere, individua le aree di salvaguardia suddividendole in zone di tutela assoluta, di rispetto, di protezione e di riserva, con i relativi vincoli e le attività umane che possono essere svolte in ciascun ambito sottoposto a tutela: pozzi, sorgenti, corsi d’acqua naturali e artificiali, laghi e bacini artificiali. Vengono poi sancite le disposizioni da seguire per la corretta gestione delle aree di salvaguardia, tra cui figura il Piano di intervento di emergenza per i casi di inquinamento della risorsa.

Il monitoraggio delle aree di salvaguardia spetterà all’Agenzia regionale per la protezione ambientale dell’Umbria.