Anche la Regione dell’Umbria esprime preoccupazione per la possibile chiusura di alcuni uffici postali nell’ambito della razionalizzazione del servizio annunciata- nei giorni scorsi, da Poste Italiane, in ambito nazionale.

Fabio Paparelli, assessore umbro al patrimonio e alle riforme, sostiene come la Regione sia disponibile a mettere a disposizione anche il proprio patrimonio immobiliare pur di scongiurare la chiusura degli uffici periferici di Poste Italiane in Umbria.

“Condivido pienamente e faccio mie – ha detto Paparelli – le preoccupazioni espresse dall’Anci regionale e da alcuni parlamentari, oltre che dai sindacati, sulla drammatica situazione che si sta verificando in alcune zone rurali e montane a causa dell’imminente chiusura di uffici postali ritenuti ‘non produttivi’. Al fine di rivalutare alcune situazioni della provincia di Terni (Collestatte, Porchiano, Schifanoia e Capitone, Sugano, Melezzole) e della Provincia di Perugia (Castel Ritaldi, Annifo e Capodacqua, Perugia Piazza Partigiani, Sant’Egidio e Ripa, Villastrada e Gioiella, Collazzone) è necessario che, sulla base delle sollecitazioni ricevute da più parti, Anci e Regioni si attivino per chiedere un incontro urgente con gli amministratori di Poste Italiane, affinché riconsiderino una scelta che impoverisce il tessuto socio-economico di tante realtà territoriali, in cui il presidio dei servizi postali rappresenta una necessità reale e sentita”.

“In tal senso – ha concluso l’assessore – affiancando l’iniziativa intrapresa oggi dal presidente dell’Anci regionale per aprire un confronto con la direzione generale del Centro Italia di Firenze, la Regione Umbria si dichiara pronta a fare la propria parte, anche rendendo disponibile a tal fine il proprio patrimonio immobiliare”.

Unilaterale e inaccettabile” secondo i consiglieri Mariotti e Galanello (PD) la decisione di Poste italiane chiudere e ridurre gli orari di 32 uffici postali umbri. Per i due esponenti del PD si colpiscono le aree più deboli dell’Umbria, “in contraddizione con gli indirizzi che ispirano l’utilizzo dei fondi nella programmazione comunitaria 2014-2020 che hanno tra gli altri obiettivi qualificanti anche lo sviluppo e la qualificazione delle aree meno strutturate”.

I due rappresentanti della maggioranza di centrosinistra hanno anche annunciato la presentazione di una interrogazione sulla questione.