65 milioni di euro per l’innovazione e le politiche attive del lavoro. E la cifra messa a disposizione dalla Regione dell’Umbria per promuovere il riposizionamento del sistema produttivo regionale verso una più avanzata capacità innovativa e di internazionalizzazione, a sostenere la propensione all’investimento delle imprese e a mitigare gli effetti negativi della crisi sulle fasce più deboli.

Sono i punti centrali del Piano annuale regionale per lo sviluppo e l’occupazione illustrato in Seconda Commissione da Luigi Rossetti, coordinatore dell’Area Imprese e Lavoro della Regione Umbria, invitato dal presidente Gianfranco Chiacchieroni a relazionare anche sul programma “Garanzia Giovani”, come richiesto del consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv).

E in merito a ciò, Rossetti ha fatto sapere che il programma dispone di oltre 22 milioni di euro e che le voci più importanti riguardano: 2milioni destinati all’indennizzo ed al sostegno per i Centri per l’impiego; 8milioni per la formazione; 4 milioni di euro per i tirocini formativi; 1,8 milioni per il servizio civile e 3,7 milioni di euro quali bonus per le assunzioni. Si tratta, ha precisato Rossetti, di misure in corso di attivazione.

L’Umbria, per quanto attiene al Programma “Garanzia giovani” conta, ad oggi, su 12mila adesioni, collocandosi sopra la media nazionale. Dottorini ha chiesto alla Commissione di invitare gli erogatori della formazione professionale per conoscere la loro opinione sulla strutturazione del Programma per il quale sarebbe “necessaria una maggiore semplificazione, affinché le risorse investite vengano messe a frutto in maniera adeguata”.