Favorire la partecipazione volontaria dei cittadini sia in forma singola che associata nella gestione delle aree pubbliche, per migliorare il decoro urbano, anche attraverso forme di “premialità”, quali, ad esempio, sgravi economici sulle imposte comunali. É la proposta, approvata dal consiglio comunale di Terni, che impegna sindaco e giunta, a seguito di un atto d’indirizzo presentato da Andrea Zingarelli, del Pd.

L’atto, che era stato sottoscritto anche da altri consiglieri dello stesso partito, Piccinini, Burgo, Monti, Piermatti, Desantis, Filipponi e Pantella, prende le mosse dall’articolo 24 del decreto Sblocca Italia riguardo le “misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio”.

In questo contesto – spiegava Zingarelli nell’atto – occorre considerare la necessità d’intervenire radicalmente sulla gestione del decoro urbano che cresce parallelamente al venir meno di risorse disponibili per la spesa ordinaria degli enti locali. Per questo diventa sempre più importante il ricorso “a strumenti innovativi e maggiormente partecipativi nella gestione della cosa pubblica, specie in realtà come quella di Terni dove c’è grande interesse per il volontariato, spesso però senza coordinamento e senza la possibilità, per i volontari, d’intervenire agevolmente. A tutto ciò – si legge ancora nell’atto – si aggiunge il venir meno delle circoscrizioni che consentivano un monitoraggio costante e interventi tempestivi nelle aree cittadine maggiormente esposte al degrado.

Con l’atto approvato dal consiglio si configura così la possibilità d’interventi volontari da parte dei cittadini per la pulizia, la manutenzione e l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade, ovvero interventi di recupero e riuso, con finalità d’interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati.

In relazione a agli interventi eseguiti, il Comune potrebbe deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti (ad esempio la Tari), per periodi limitati e definiti e per attività individuate dal Comune stesso, in ragione dell’attività sussidiaria posta in essere dai cittadini. “Tali riduzioni dovrebbero essere concesse prioritariamente a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute”. Nell’atto si chiede infine alla giunta di elaborare “anche in via sperimentale” una griglia di azioni d’intervento dei cittadini “con annesso schema di esenzioni o riduzione delle imposte connesse”.