Riceviamo e pubblichiamo una nota politica della lista Cittaperta-TerniDinamica, sulla costituzione, a Terni, del coordinamento “Civico, Liberaldemocratico e Riformista”.

“A seguito di un intenso lavoro di relazione e confronto che ha coinvolto tutte le liste civiche del centro sinistra si è potuto arrivare a riunire in un documento politico unitario tutti i soggetti che hanno reso possibile, con oltre il 15% dei voti raccolti, la vittoria del centrosinistra a Terni.

Questa volontà nasce dalla necessità di unire sui problemi cittadini “in una sola voce” le opinioni, le proposte, le critiche costruttive e le richiesta di modernità e trasparenza che provengono da tanti cittadini ternani che scegliendo l’impegno civivo hanno votato per il centro sinistra senza riconoscersi necessariamente nel PD locale.

Il coordinamento che andrà a nascere, aperto a quanti hanno sostenuto e partecipato alle liste civiche del centro sinistra, si darà democraticamente una organizzazione operativa con le modalità chiare e trasparenti che verranno successivamente rese note.

In seguito questo potrà essere aperto a quanti associazioni, liste civiche, singoli cittadini si riconoscono nell’area civica liberaldemocratica e riformista ma che non hanno fatto parte della coalizione di centro sinistra

Oggi si definisce meglio la struttura della maggioranza di governo di questa città, l’area civica che unitariamente diventa interlocutore del PD e di SEL.

Va detto che è già stato stabilito un canale di comunicazione e confronto positivo con SEL, ci auspichiamo che un confronto si apra tra tutte le forze della maggioranza”.

 

Questo il testo integrale del documento sottoscritto da Cittaperta-TerniDinamica, Progetto Terni, TerniOltre, Il Giacinto – movimento alleanza e rinascita.

 

Il primo semestre della nuova consigliatura è stato uno dei periodi più difficili che la nostra città abbia mai attraversato. Alla crisi economica che ormai da anni ha impoverito molti paesi europei si è qui innestata la crisi della TK-AST. Non ci soffermiamo sulle vicende ormai note che, pur avendo trovato una soluzione transitoria, necessitano comunque di ulteriore approfondimento.

 Vogliamo invece porci il problema del rilancio della nostra città.

 Un rilancio che non può che essere principalmente politico ed inteso come nuova idea di città.

 E’ questo il tema sul quale si deve concentrare l’azione delle forze che sostengono l’amministrazione comunale e ancor più l’azione delle istituzioni locali.

Nella città sembra emergere sfiducia per il proprio futuro e preoccupazione per una flebile determinazione dell’amministrazione comunale nell’aggredire le emergenze che la città vive.

 Meno ingegneria istituzionale, meno improvvisazione, meno formalismi e più concretezza nel definire le priorità e nell’affrontarle.

 Per ridare speranza e contrastare la rassegnazione occorre individuare alcuni obiettivi su cui concentrare l’impegno, obiettivi che devono determinare e rappresentare una nuova identità della città.

 La diversificazione dello sviluppo, da troppo tempo annunciata ma mai praticata, va perseguita inserendola all’interno del mutato quadro economico e sociale che l’Europa vive e che per l’Italia assume connotati ancor più problematici.

 Recentemente abbiamo assistito a Terni alla interessantissima piéce teatrale “Vandali l’assalto alle bellezze d’Italia” di Gian Antonio Stella stimato giornalista del corriere della sera.

 Venivano portate ad esempio ed illustrate esperienze di città industriali molto simili a Terni dal punto di vista del tessuto sociale e della crisi seguita ai processi di contrazione occupazionale e deindustrializzazione, parliamo di Bilbao in Spagna e Lens in Francia, dove si è avuto rinascita e sviluppo economico investendo nella cultura, nel turismo, nell’innovazione.

 Per ogni euro investito a Lens se ne sono avuti 7 indietro, per ogni euro investito a Bilbao se ne sono avuti 14.

 Bilbao e Lens sono città simili per storia e tradizione a Terni, sono città da sempre governate dalla sinistra, ma da una sinistra che in un momento di crisi industriale si è interrogata e ha dialogato con le competenze migliori del proprio territorio e dell’intera nazione per immaginare una nuova città che non esisteva.

Il famoso piano b, che ancora stenta a decollare in questa città.

Per questo sarebbe stato opportuno inserire, come in moltissime città europee, le deleghe dello sviluppo economico, della cultura, del turismo e dello sport in un unico assessorato.

Primo strumento necessario per rivitalizzare una città che si impoverisce giornalmente di risorse economiche e soprattutto di cervelli.

Perché è ovvio che occorre partire dalla consapevolezza che la chiusura della vertenza AST non ha assolutamente chiarito il suo futuro e quindi questo tema va rimesso in agenda urgentemente e affrontato coinvolgendo lo stesso governo nazionale ma iniziando a pensare anche a soluzioni alternative.

Contemporaneamente occorre determinare scelte e azioni su alcune problematiche che da troppo tempo appaiono nell’agenda politica senza che siano state tradotte in fatti concreti capaci, strutturalmente, di modificare l’esistente, dalle questioni ambientali ai temi del commercio, a quelli della valorizzazione del patrimonio che il nostro territorio possiede sul versante turistico, culturale e ambientale per finire con i diritti civili e la divisione tra credenze religiose e amministrazione laica..

Come prioritari sono i temi legati alla sicurezza e all’immigrazione.

Terni è una città che da 13 anni sopporta un fenomeno immigratorio notevole. E’ giunto il momento che si faccia il punto su quali politiche di integrazione vadano spinte avanti nel rispetto delle risorse disponibili e delle aspettative di sicurezza della popolazione.

Il salto di qualità deve misurarsi sulla capacità che hanno le scelte compiute di incidere strutturalmente sul tessuto economico e sociale della città.

Per dispiegare un impegno di tale livello occorre che tutte le forze che hanno sostenuto il centro sinistra, a partire dal partito di maggioranza relativa, e tutte le energie che la città è in grado di esprimere si mobilitino, ognuno per il proprio ruolo e per la propria parte, unite in difesa degli interessi della città superando divisioni e logiche politiche che guardano più al proprio interno che alla città.

Per queste ragioni riteniamo quanto mai opportuno che sia auspicabile aprire un canale di comunicazione costante fra tutte le forze della coalizione e il Sindaco per approfondire tali temi e soprattutto per declinare un programma di lavoro comune in grado di stimolare sia l’azione di governo che l’intera città chiamandola a reagire alle difficoltà che ha di fronte.

Arroccarsi convinti dell’autosufficienza sarebbe un grave errore perché, i fatti lo dimostrano, riduce l’azione amministrativa nella gestione della quotidianità in un momento in cui l’unica strada da imboccare, per fare uscire la città dal malessere e dal declino, è un ambizioso lavoro in grado di affrontare i veri problemi della città senza paura, con entusiasmo e determinazione.

 Con spirito costruttivo vogliamo creare un coordinamento permanente, una linea di dialogo e confronto tra le varie liste civiche, liberaldemocratiche e riformiste e ci mettiamo a disposizione della maggioranza con le nostre identità e proposte affinché siano di stimolo e riflessione per alimentare una rapida azione amministrativa che raggiunga risultati e cambiamenti concreti.