Ancora una seduta, presso la Commissione speciale per le riforme statutarie e regolamentari del consiglio regionale, la discussione della proposta di nuova legge elettorale.

Assenti i componenti del centrodestra (Nevi-FI, Monacelli, Udc, Zaffini-FdI, Mantovani-Misto/Ncd, Cirignoni-Misto) che hanno confermato i motivi della loro protesta avviata nell’ultima riunione. Ai lavori non ha partecipato anche il consigliere Goracci (Misto-Comunista umbro).

Ed allora sono stati i quattro commissari presenti, Smacchi (PD), Buconi (Psi), Stufara (Prc-Fds) e Brutti (Idv) ad aver proceduto all’esame degli emendamenti alle norme vigenti (legge regionale “2/2010” e “108/’68”).

Approvati, all’unanimità, adeguamenti tecnici e aggiornamenti, tra i quali un riferimento normativo alla circoscrizione regionale unica (composizione e modalità di elezione dell’Assemblea legislativa-proposto da Smacchi); la rappresentanza regionale dei consiglieri senza obbligo di vincolo di mandato (proposto da Stufara).

Sulla questione doppia preferenza di genere è stato approvato un emendamento di Smacchi (con il sì di Buconi e Smacchi, e l’astensione di Brutti e Stufara), bocciato invece il sub-emendamento di Stufara (voto favorevole di Stufara e Brutti, astenuti Smacchi e Buconi) che proponeva possibilità di esprimere fino a tre preferenze, sempre con l’obbligo dell’indicazione di almeno una di genere diverso.

Bocciato anche un altro emendamento di Stufara (con il no di Buconi e Smacchi, il sì Stufara e l’astensione di Brutti) sul riparto dei seggi nella circoscrizione regionale per il quale si prevedeva l’utilizzo del proporzionale “puro” senza premio di maggioranza. Approvata, invece, la proposta Smacchi la quale stabilisce che i venti consiglieri regionali siano eletti con criterio proporzionale e che alle “liste non collegate al candidato presidente proclamato eletto vengano, in ogni caso, riservati almeno sette seggi”.

Sulla raccolta delle firme per la presentazione delle candidature, infine, la Commissione ha approvato (con il sì di Smacchi e Buconi, e l’astensione di Brutti e Stufara) l’emendamento firmato da Smacchi che prevede la sottoscrizione delle liste da un numero di cittadini compreso tra un minimo di 1.500 e un massimo di 2.000 e che in sede di prima applicazione, ovvero nella prima tornata elettorale dopo l’entrata in vigore, il numero di esse sia dimezzato. E in tema di raccolta di firme sono stati bocciati gli emendamenti Stufara (che ne prevedeva un minimo di 500 e un massimo di 750) e Brutti (minimo 700 e massimo 1.400 firme) anch’essi dimezzati in sede di prima applicazione.