Collegio unico regionale, premio di maggioranza, turno unico, soglia di sbarramento, tempi dell’iter di riforma della legge e firme necessarie per partecipare alle elezioni di maggio 2015. Sono questi i punti principali intorno a cui si sono concentrati gli interventi dei soggetti che hanno partecipato all’audizione convocata dalla Commissione Statuto dell’Assemblea legislativa dell’Umbria e svoltasi a Palazzo Cesaroni di Perugia.

Secondo quanto esposto dai relatori, che hanno espresso serie riserve sulla proposta di legge elettorale predisposta dal Partito democratico e scelta come testo base dalla Commissione speciale, sarebbero varie le criticità da sanare per poter approvare una legge elettorale “condivisa, rappresentativa dei territori e pienamente democratica”. Andrebbe superata l’idea del collegio unico regionale, dato che “riduce la capacità di rappresentanza dei territori più deboli”. Si dovrebbe superare il premio di maggioranza o almeno prevedere una soglia elevata per ottenerlo (tra il 37 e il 45%). Sarebbe opportuno ripensare turno unico e possibilità del voto disgiunto. Si doveva arrivare alla riforma delle regole elettorali con maggiore anticipo e cercando di redigere “la norma migliore e più democratica piuttosto che quella più utile a chi già siede in Consiglio regionale”. Andava infine scelto un percorso di revisione della legge elettorale più lineare e che tenesse davvero conto delle indicazioni della Consulta.

All’audizione ha partecipato anche il Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, che ha riportato la presa di posizione del Consiglio comunale ternano sulla questione dei collegi elettorali. “Contrarietà al collegio unico – ha spiegato – perché riduce la capacità di rappresentanza dei territori più deboli, a causa anche della riduzione del numero dei consiglieri e con la doppia preferenza genere, favorendo di fatto intese su territori più grandi.