Un primo passo verso l’autoriforma delle Regioni che, partendo dai bisogni dei cittadini supera i limiti del regionalismo: così la presidente dell’Umbria Catiuscia Marini e quello del Lazio Nicola Zingaretti hanno descritto gli accordi firmati oggi a Terni su mobilità sanitaria e turismo. La cerimonia è stata anche l’occasione per una riflessione sul progetto delle macroregioni. Secondo la Marini “pensare ad una Regione nel chiuso delle stanze, magari in maniera astratta senza avere invece in mente una organizzazione dei servizi sul territorio sarebbe sbagliato. Al tempo stesso – ha aggiunto – c’è l’esigenza che queste Regioni possano autoriformarsi ma lo facciano con una integrazione naturale che può venire dal basso e che non fa disegnare delle carte geografiche anomale, ma mette insieme territori che per dinamiche economiche, industriali e del lavoro sono naturalmente collegate e connesse. Se si aprirà un dibattito sulle Regioni e sulle dimensione geografica delle Regioni sia corrispondente alla realtà”. Questi due protocolli, ha aggiunto Zingaretti, sono “una dimostrazione di quello che serve all’Italia, cambiare e autoriformarsi”. Per il presidente del Lazio “troppo spesso si lavora a canne d’organo invece ci sono comunità che necessitano di uno scambio di collaborazione regionale come quello che abbiamo sulla sanità e sul turismo. Rompiamo queste barriere – ha aggiunto – e lavoriamo insieme per migliorare la qualità della vita e delle persone”. Uno degli accordi, che avrà durata triennale, prevede l’uniformità dei Piani di attività regionali su una serie di criteri che vanno dalla facilitazione di accesso alle prestazioni dei pazienti dell’altra Regione alla mobilità dei professionisti, dall’eliminazione progressiva delle eventuali differenze tariffarie alla definizione di criteri di appropriatezza comuni per l’accesso alle prestazioni sanitarie nei diversi regimi assistenziali. In questo quadro d’intervento, che ha l’obiettivo di migliorare la qualità assistenziale e i costi dell’organizzazione del servizio sanitario, particolare attenzione verrà posta alle aree di confine, quindi alle province di Viterbo, Rieti e Terni. Per quanto riguarda il turismo, invece, il protocollo d’intesa prevede la costruzione “di un’immagine integrata e attrattiva dei territori” attraverso una progettazione condivisa per incrementare i flussi turistici, a partire dalla promozione di itinerari interregionali come la via di Francesco, la via Lauretana e la via Benedicti. Previste anche azioni verso i Paesi Brics, in particolare Cina e Russia e il collegamento tra gli operatori umbri e i maggiori tour operator romani.