“I nuclei familiari composti da non più di due persone, delle quali almeno una sia di età superiore ai 65 anni, o abbia compiuto 65 anni di età nel 2014, avranno tempo fino al 9 gennaio prossimo per beneficiare del contributo regionale, che potrà arrivare fino a 7.500 euro in tre anni, per integrare il canone di affitto del proprio alloggio, già individuato o da individuare”.

“Si tratta – spiega l’assessore regionale alle politiche della Casa, Stefano Vinti – di un bando che si aggiunge alle altre iniziative già intraprese dalla Giunta regionale in materia di affitti a favore di quelle famiglie in condizioni di particolare debolezza sociale che non riescono a far fronte al pagamento dell’affitto”. In questo caso, stiamo parlando di nuclei familiari con un reddito Isee alla data di pubblicazione del bando e con un Isee 2014 non superiore a 23.500 euro per i nuclei con presenza di anziani”.

Il sostegno economico consiste in un incentivo, pari alla caparra richiesta dal proprietario fino ad un massimo di 200 euro, e in un contributo mensile, erogato per un periodo di 36 mesi. Il contributo mensile è calcolato in base all’incidenza del costo dell’affitto sul reddito annuo e può arrivare al massimo fino a 200 euro mensili. Per i contratti registrati prima della data di approvazione della graduatoria definitiva, il contributo verrà erogato all’inquilino, mentre per quelli registrati dopo tale data, l’incentivo verrà liquidato a favore del proprietario dell’alloggio.

Le richieste potranno essere effettuate da cittadini residenti in Italia o di Paesi che non aderiscono all’Unione Europea (in regola con le vigenti norme sull’immigrazione) che abbiano la residenza o attività lavorativa in Umbria da almeno 24 mesi consecutivi e non siano titolari della proprietà, della comproprietà, dell’usufrutto, dell’uso o di altro diritto di godimento su di un alloggio o quota parte di esso, ovunque ubicato sul territorio nazionale.

Gli alloggi devono essere ubicati in Umbria, far parte di un fabbricato costituito da almeno due alloggi; devono essere accatastati nelle categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e avere una superficie utile non superiore a 95 mq. Priorità alle famiglie in possesso di sfratto esecutivo, gli alloggi nei centri storici, i lavoratori precari e i nuclei inseriti nelle graduatorie comunali per l’assegnazione di alloggi di edilizia pubblica.