Si è svolta, a Palazzo Cesaroni, la conferenza stampa di fine anno dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Durante l’incontro sono stati presentati i dati sull’attività della IX legislatura e sottolineata l’importanza delle prossime sfide che attendono la Regione, dalla legge elettorale alla nascita delle macroregioni.

“E’ un mandato caratterizzato da riforme importanti, nonostante il periodo di crisi che ha segnato la legislatura, caratterizzandola con criticità sociali ed economiche importanti e rendendola senza dubbio la più complessa della intera storia dell’Umbria” – ha detto il presidente del consiglio regionale, Eros Brega, introducendo l’appuntamento. Insieme ai componenti dell’Ufficio di presidenza, Damiano Stufara e Andrea Lignani Marchesani (vicepresidenti), Fausto Galanello e Alfredo De Sio (consiglieri segretari), Brega ha tracciato le linee principali della IX legislatura, iniziata nella primavera del 2010.

Il presidente Brega ha rilevato che “il bilancio politico del mandato è positivo, con un rapporto proficuo instauratosi tra Giunta e Consiglio e parametri positivi, come quelli sanitari, che fanno dell’Umbria un punto di riferimento nazionale. Più articolato il bilancio economico-finanziario, con un budget che si limita ormai alla sola gestione e le spese dei gruppi controllate e ridotte ben prima che la normativa nazionale lo imponesse. Le spese verranno ulteriormente contratte e ci sarà l’introduzione di un contributo di solidarietà a carico degli ex consiglieri che percepiscono il vitalizio. La politica umbra – ha inoltre rilevato – vede maggioranza e opposizione caratterizzate da un forte senso delle istituzioni e da una cultura di governo sana e consolidata”.

Il Presidente Brega ha anche parlato del futuro. “Ho dato la disponibilità al mio partito (il Pd) – ha sottolineato – per essere ricandidato. Se ciò non dovesse accadere – ha aggiunto il presidente del consiglio regionale umbro – continuerò a fare politica in altri modi”.

Damiano Stufara ha rilevato che “la legge elettorale può rappresentare un grande problema, se verrà approvata con una maggioranza risicata. Quando si modificano le regole del gioco non si possono fare interessi di bottega e serve un consenso largo”.

Andrea Lignani Marchesani si è soffermato sulla “riduzione della potestà legislativa dell’Assemblea regionale, con gli atti principali approvati frutto delle proposte della Giunta. Il prossimo Consiglio regionale potrebbe essere l’ultimo che l’Umbria eleggerà e dovrà essere rivitalizzato nelle sue funzioni. Il superamento della legislazione concorrente sarà positiva anche se in questo modo i futuri eletti saranno dei consiglieri di area vasta e non dei legislatori. Soprattutto non dovranno essere dei parafulmini per il Governo nazionale: se servono sacrifici ulteriori dovranno essere i parlamentari a farsene carico, che sono stati nominati e non eletti”.

Alfredo De Sio ha puntualizzato che “l’efficienza della Regione non si misura con il numero di leggi approvate. Anzi andrebbe proprio superata la potestà legislativa regionale, dato che le norme europee e nazionali sono più che sufficienti. L’Assemblea ha subito le riforme più che promuoverle, anche se i testi unici rappresentano un importante elemento di razionalizzazione e semplificazione. Il dibattito sulle macroregioni, sulla riduzione del numero dei consiglieri e sulla riforma delle Province è stato calato dall’alto e non è partito dalla Regione”.

Fausto Galanello ha infine definito la IX legislatura “la più difficile della storia dell’Umbria, per effetto della crisi, delle tante vertenze aperte ed anche per l’offuscamento dell’immagine dell’istituzione tra i cittadini, a prescindere dai dati e dall’attività svolta. Da qui a maggio ci sono i tempi per recuperare un ampio consenso sulla modifica della legge elettorale, tra i gruppi politici ma anche nei territori. Un consenso da recuperare anche in vista del riordino delle Regioni, un processo decisionale a che molti territori, soprattutto quelli più marginali, chiedono di partecipare”.