Un atto d’indirizzo con la richiesta di riconoscimento dello status di “area di crisi industriale complessa” per il territorio ternano e con l’indicazione di alcune azioni in favore del polo chimico.

Lo ha approvato il consiglio comunale di Terni nel corso della sua ultima seduta con 25 voti a favore e quattro astensioni.

“Lo status di crisi complessa – ha commentato in proposito il presidente del gruppo consiliare del Pd Andrea Cavicchioli – costituisce l’unico strumento attualmente in vigore per ottenere incentivi per lo sviluppo a fronte di progetti specifici”.E’ assolutamente necessario – secondo Cavicchioli – che vi sia un protagonismo locale di tutti i soggetti interessati, con una cabina di regia ed un coinvolgimento volto alla elaborazione di progetti concreti e ad iniziative immediate nei confronti della Regione e del Mise”.In questo contesto s’inserisce un’azione diretta al sostegno del Polo chimico ternano per la definitiva acquisizione delle aree Basell, per lo sviluppo di progetti relativi alla chimica verde e per inserire la centrale Edison nel novero delle ‘centrali di emergenza’ a livello nazionale”.Sono stati anche richiesti – conclude Cavicchioli – anche a fronte delle formali assicurazioni fornite dalla Regione, incentivi concreti per l’assunzione dei lavoratori ex Basell, Meraklon ed ISRIM, al fine di dar seguito ad impegni in passato assunti da vari soggetti, nonchè politiche ambientali volte al risanamento e alla predisposizione ed attuazione di progetti innovativi che possono costituire ulteriori fonti di sviluppo in termini occupazionali”.

Con l’atto elaborato e sottoscritto dalla maggioranza dei gruppi consiliari – sottolinea in una propria nota il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle a palazzo Spada – si ribadisce l’approvazione della richiesta dell’istituzione di “area di crisi industriale complessa” in sede comunale e si entra nel merito della visione politica, delineando gli assi politici su cui andranno sviluppati i progetti. L’apporto del M5S si è rivolto verso la chimica ternana e lo sviluppo di nuove piccole e medie imprese.

Questo – conclude la nota – è il primo passo per una nuova fase costituente per intraprendere, con la massima condivisione possibile, tutte quelle azioni necessarie alla rinascita della nostra economia e far ritornare il nostro territorio un’avanguardia per il Paese”.