E’ stato rinviato alla Commissione Sanità il disegno di legge sul riconoscimento della Sensibilità chimica multipla quale patologia rara, di iniziativa dei consiglieri regionali De Sio, Lignani Marchesani e Zaffini (FD’I).

La presidente della Giunta umbra, Catiuscia Marini, ha assicurato la sua presenza per discutere di copertura finanziaria e individuazione come malattia rara, elementi che, ad oggi, avrebbero impedito l’approvazione di una proposta “le cui finalità – ha sottolineato la governatrice – sono invece ben note e condivise”.

La Marini ha ricordato come altre regioni italiane abbiano hanno dovuto sospendere le azioni già intraprese. “Ad oggi, pur condividendone le finalità – ha aggiunto – il disegno di legge così come formulato non potrebbe che ottenere parere negativo, se non altro per l’esclusione dalla normativa nazionale di questa come patologia rara”.

La Sensibilità chimica multipla (Mcs) è una sindrome acquisita immuno-tossico-infiammatoria di intolleranza a sostanze chimiche multiple, non correlate fra loro, caratterizzata da andamento cronico, disattivazione enzimatica dei processi di detossificazione. In altre parole, i malati non hanno gli enzimi capaci di smaltire tossine, quindi non possono nemmeno curarsi con i medicinali dell’industria farmaceutica e sono costretti ad evitare qualsiasi esalazione tossica: dagli insetticidi ai pesticidi, disinfettanti, anestetici, farmaci allopatici, detersivi, profumi, deodoranti, creme, vernici, solventi, colle, carta stampata e inchiostri, toner, scarichi di auto e stufe, fumi di barbecue, qualsiasi prodotto e materiale plastico di derivazione petrolchimica. Sono un pericolo perfino stoffe e abiti nuovi e diventa problematico anche avvicinare i propri familiari tanto che, chi se lo può permettere, sceglie di vivere lontano dal contesto urbano per evitare pericoli.