L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato, con 16 voti favorevoli e 8 astensioni, il nuovo Prina, il Piano regionale integrato non autosufficienza.

Ai 5 milioni e 854mila euro destinati all’Umbria dal Fondo nazionale per la non autosufficienza, si aggiungono 4 milioni di risorse regionali, di cui 2 per la quota sociale, che saranno erogati direttamente ai Comuni, con almeno il 20 per cento riservato all’assistenza domiciliare. In totale si tratta di 9 milioni e 854mila euro destinati alla non autosufficienza.

L’assessore regionale al Welfare, Carla Casciari, ha rimarcato come siano “previsti 2 milioni per la quota sociale da destinare direttamente ai Comuni per dare un sostegno più diretto alle famiglie con persone non autosufficienti, di cui il 20 per cento, pari a 400mila euro, per servizi di prossimità alle famiglie, dando così un forte impulso alla domiciliarità, con due sperimentazioni: la prima è volta a garantire la condizione di vita indipendente a persone con disabilità che possono gestire in modo più autonomo la quotidianità attraverso strumenti alternativi a quelli standard, con la massima attenzione ai giovani disabili; la seconda è rivolta agli anziani fragili, attraverso l’aiuto alle famiglie che hanno difficoltà a riaccoglierli dopo le dimissioni dalle strutture socio-sanitarie”.