A Terni adesione molto alta allo sciopero e piazza affollata. “Siamo in un luogo simbolico, vicini all’acciaieria. E chiediamo al governo di cambiare politiche, di avere politiche industriali”. Lo ha detto Fabrizio Solari segretario confederale della Cgil, in occasione dello sciopero generale della Cgil e della Uil. Per Solari, la vicenda Ast racconta di questo “ritardo del governo e se si aggiunge quello che sta per essere fatto con i decreti attuativi del Jobs act, si capisce che non c’è bisogno di aggiungere precarietà, ma di investimenti e di politiche industriali. Bisogna consolidare l’idea di un paese che vuole tornare a sperare nel futuro.” Fortissima anche qui la presenza di giovani. “Anche loro – continua Solari – chiedono un futuro, chiedono di poter progettare la loro vita. Ma non chiedono un lavoro qualunque, non vogliono riempire i buchi che casualmente il mercato lascia liberi ogni tanto. Ma di avere un lavoro giusto, retribuito, professionale. E’ a queste domande che il governo deve dare risposte, senza posizioni politiche pregiudiziali e ideologie. Noi chiediamo di fare delle scelte su problemi concreti”.

La riuscita dello sciopero, le tantissime fabbriche ferme, dimostrano che la battaglia in difesa dei diritti del lavoro e per una diversa politica economica è appena cominciata”. Con queste parole Mario Bravi segretario generale della Cgil dell’Umbria ha aperto la manifestazione provinciale organizzata da Cgil e Uil davanti ai cancelli della Perugina a San Sisto. Siamo stritolati da una politica di rigore che non possiamo più sostenere – ha detto chiudendo la manifestazione di Perugia Paolo Carcassi segretario nazionale Uil – noi chiediamo cose concrete: estendere gli 80 euro a pensionati e incapienti, sbloccare i contratti di lavoro a partire dalla pubblica amministrazione, bisogna fare leggi che non aumentino le ingiustizie, come invece fa il Jobs Act. Bisogna arriva all’inversione di questa linea, ad una soluzione diversa che riesca a davvero a cambiare verso”.

I primi dati provenienti dai luoghi di lavoro della regione indicano unadesione intorno al 65% nel settore industriale e di risultati molto significativi negli altri settori produttivi.