“L’impegno annunciato ieri, a nome del Governo, dal Sottosegretario Baretta, del rinvio del pagamento della IMU sui terreni agricoli nei comuni con altitudine fino a 600 metri è un’opportuna e responsabile risposta alle tante e motivate ragioni di dissenso che diversi soggetti (associazioni agricole, istituzioni, partiti politici) hanno avanzato contro la proposta contenuta nel decreto del Ministero della Economia”. Lo scrivono, in una nota congiunta, i consiglieri regionali del Partito Democratico, Fausto Galanello e Manlio Mariotti per i quali si trattava di “una proposta che, non solo per le modalità e la tempistica con la quale sarebbe stata introdotta avrebbe violato le norme ed i diritti più elementari sanciti nello statuto del contribuente, ma che nel merito avrebbe iniquamente penalizzato tante aziende e piccoli coltivatori in comuni prevalentemente collinari e pedemontani. Un aumento di imposte – spiegano – che avrebbe, tra l’altro, ulteriormente gravato, per quanto riguarda l’Umbria, in 85 comuni su 92. Su un comparto già in seria difficoltà per le conseguenze della crisi economica e per una annata agricola colpita da eventi particolarmente sfavorevoli”.

 

Galanello e Mariotti auspicano anche che “la decisione annunciata ieri dal Governo non si limiti solamente al rinvio a giugno 2015 del pagamento della nuova IMU sui terreni agricoli, ma comporti invece anche una profonda revisione sia dei criteri applicativi che di esenzione della imposta. Il tutto – aggiungono – all’interno di un più complessivo ridisegno del sistema di tassazione locale che si ponga l’obiettivo di tutelare i suoli agricoli più marginali e disagiati e di non inasprire ulteriormente il carico fiscale e impositivo sul comparto agricolo”.