La Commissione Sanità e Servizi sociali del consiglio regionale, ha dato parere favorevole al nuovo Prina, il Piano regionale integrato non autosufficienza, illustrato ai commissari dall’assessore Carla Casciari. Si sono astenuti i consiglieri Rocco Valentino (FI) e Franco Zaffini (FDI).

Il nuovo Prina, la cui finalità è quella di garantire l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali in favore delle persone non autosufficienti, può contare sul ripristino “quasi per intero”, ha sottolineato l’assessore Casciari, del Fondo nazionale per la non autosufficienza, che destina in Umbria, per il 2014, la somma di 5 milioni e 814mila euro, a cui si aggiungono ulteriori risorse regionali per 4 milioni di euro, che portano il totale a 9 milioni 814mila euro.

“Per la prima volta – ha spiegato l’assessore – 2 dei 4 milioni del fondo regionale sono destinati direttamente ai Comuni, cui spetta l’accertamento delle condizioni necessarie e dei requisiti per il sostegno alle persone non autosufficienti e alle loro famiglie, e almeno il 20% dei due milioni dovranno essere destinati alla domiciliarità”.

Il tratto distintivo del nuovo documento si ravvisa proprio nel rafforzamento del sostegno all’assistenza domiciliare, ritenuta maggiormente utile e funzionale sia per le famiglie che per le strutture sanitarie.

Vi sono, infatti, minori costi per le aziende sanitarie e si viene incontro a una tendenza che si è acuita con la crisi economica, quella delle famiglie che decidono di tenersi a casa le persone non autosufficienti anziché tenerle ricoverate e destinare la loro pensione alle strutture che li ospitano. Sarà attuata una strutturazione diversa del semiresidenziale per tutte le categorie della non autosufficienza e, laddove possibile, una riconversione di posti residenziali in semi-residenziali oppure nei cosiddetti “ricoveri di sollievo”, per i casi di familiari che non possono seguire a casa i congiunti non autosufficienti per motivi di lavoro o altri e che quindi necessitano di ricoverarli.