Nel campionato nazionale dei comuni spendaccioni Perugia vince nettamente il derby umbro con Terni.

Da ieri i conti dettagliati dei comuni italiani sono online per iniziativa del governo sul sito “ www.opencivitas.it ”.

Sarà così possibile al cittadino verificare, settore per settore e voce per voce, quanto le uscite delle amministrazioni comunali siano in linea col fabbisogno standard, che è una sorta di “studio di settore” sui costi medi sostenuti da comuni con caratteristiche simili e che dal 2015 sarà uno dei parametri fondamentali per il calcolo dei trasferimenti statali ai comuni.

Per ora i dati sulla spesa presenti nel nuovo sito sono fermi al 2010, ma entro la fine dell’anno dovrebbero essere inseriti anche quelli di 2011, 2012 e 2013 ed anche dati sulla qualità ed efficienza dei servizi. Come è facile intuire, infatti, non sempre chi ha speso meno ha fornito servizi altrettanto efficienti di chi ha investito di più, e viceversa.

In ogni caso, in base ai dati già oggi disponibili, è possibile fare dei primi raffronti tra comuni di dimensione analoga, sia sul totale della spesa sia – in alcuni casi – sulla produttività ed efficienza dei servizi erogati al cittadino.

In Umbria nel 2010 i due maggiori comuni presentavano situazioni per molti aspetti diverse: il comune di Perugia infatti con la sua spesa sforava il fabbisogno standard dell’8,71 %, pari ad oltre 11,6 milioni di euro, mentre Terni si fermava al 2,23 per cento di eccedenza, corrispondenti a 1,7 milioni, quasi 7 volte in meno rispetto al capoluogo regionale.

E mentre Terni risparmiava rispetto alla spesa media in tutti i settori ma sforava i parametri standard in particolare per lo smaltimento rifiuti e – in misura minore – per gli asili nido, Perugia superava abbondantemente il fabbisogno standard nel campo dei trasporti, della viabilità e , anche in questo caso, dello smaltimento rifiuti.

In totale il comune di Perugia aveva speso in media 1201 euro per ciascuno dei suoi abitanti, 126 euro a testa in più rispetto al comune di Terni.

Difficile però mettere a paragone la qualità e l’efficenza dei servizi dei due maggiori comuni umbri.

Per la polizia locale, ad esempio, per la quale entrambi risultano virtuosi nella spesa (200.000 euro sotto lo standard Terni, 700.000 euro Perugia), con un numero analogo di vigili nel capoluogo regionale erano sono state elevate il doppio delle multe “a mano” (quasi 54.000 contro le 27.000 di Terni) e rilevati molti più incidenti stradali (circa 1400 contro 875) ma – di contro – a Terni venivano gestiti 27 punti di accesso alla ztl contro i 5 di Perugia, aree pedonali o a traffico limitato venti volte più estese di quelle del capoluogo regionale e quasi il triplo delle giornate di mercato annue.