“Intervenire sul degrado urbano, creare le condizioni di utilizzo virtuoso dello spazio pubblico, agire sui comportamenti cosiddetti antisociali, prevenire la concentrazione abitativa di situazioni socialmente critiche sono compiti propri di chi amministra le città. La sicurezza urbana chiama in causa tutti gli attori locali, primi fra tutti i sindaci, ma anche Province e Regioni, come rappresentanti dell’intera comunità”.

Lo ha detto l’assessore alla sicurezza della regione Umbria, Fabio Paparelli, introducendo la seconda giornata del Convegno internazionale su “Quale sicurezza urbana”, che si è svolto a Perugia.

Relativamente all’azione della Regione Umbria per le politiche di sicurezza urbana è stato sperimentato un modello collaborativo tra tutti i livelli istituzionali, nel rispetto di competenze e ruoli.

“Ciò – ha spiegato l’assessore Paparelli – a partire dal Patto per Perugia Sicura, giunto, nel 2013, al terzo rinnovo. Anche Terni vedrá nelle prossime settimane la firma di un proprio patto per la sicurezza, dato che la gran parte dei fenomeni criminosi che accadono nella nostra Regione avvengono nei due capoluoghi di provincia. Questi due patti, con relative risorse finanziarie, si affiancano ai patti locali per la sicurezza integrata, rivolti alla altre comunità umbre”.