Come FIOM-CGIL di Terni riteniamo una buona notizia che le forze politiche locali inizino a discutere e si attivino in merito alla fase di vendita di Acciai Speciali Terni. Viceversa è una brutta notizia che le storti del sito vengano utilizzate in maniera strumentale per accrescere il proprio consenso elettorale. Le soluzioni alle vertenze passate sono arrivate attraverso una grande unità, sia sul fronte sindacale che su quello politico-istituzionale, a prescindere dalle diverse maggioranze e opposizioni.

Inoltre – prosegue la nota firmata dal Segretario Generale FIOM-CGIL di Terni Alessandro Rampiconi – siamo convinti che al Governo Italiano non spetti solo il ruolo di vigilanza. Se – come ha più volte ribadito – ritiene le produzioni di AST strategiche per il Paese, allora deve esercitare un ruolo di interlocuzione con la multinazionale per capire i reali intendimenti di ThyssenKrupp a partire dal perimetro di vendita. Questo territorio ha forse perduto una grande opportunità: avere un Governo con una larghissima maggioranza e istituzioni locali con lo stesso colore partitico del ministro dello Sviluppo Economico. Eppure, da quando si è insediato, Giancarlo Giorgetti non ha mai ritenuto utile convocare le parti, cosa richiesto sia da FIM-FIOM-UILM nazionali che da tutti i sindacati territoriali, prima attraverso il sindaco di Terni il 22 aprile 2021, poi con una richiesta scritta alla Presidente della Regione Umbria il 16 giugno 2021. Istanze purtroppo rimaste inascoltate e disattese, facendo diventare assordante il silenzio del Governo.

Sullo sfondo del dibattito rimane la questione della Golden Power. Si dovrebbe chiarire a quale tipo d’intervento pensa lo Stato e soprattutto se questo è riservato solo ai competitors Italiani o ci sarà a prescindere. Siamo consapevoli che la trattativa sia tra soggetti privati quotati in borsa, proprio per questo il Governo Italiano può giocare un ruolo decisivo in una fase che certo non brilla per trasparenza. In queste ore si sta decidendo il futuro di AST che ancora determina profondamente il tessuto sociale economico di Terni e dell’Umbria, ci potrà essere una opportunità di sviluppo o un drastico ridimensionamento del sito. All’esito di questa determinazione – conclude Rampiconi – si giudicheranno le responsabilità oggettive, compresi i silenzi. Per il momento serve un grande senso di responsabilità.