La vendita dell’Acciai Speciali Terni è – per il segretario regionale del Pd, Tommaso Bori – un “tema cruciale per il futuro dell’Umbria e di un intero settore produttivo”.

“Non stiamo parlando – spiega, in una nota del Pd – del passaggio di mano di un’azienda. E sarebbe stolto pensare di gestirla su questo piano. Stiamo parlando di quale sviluppo per la nostra regione e per un settore produttivo, quello della manifattura siderurgica, che ha a che fare con confini ben più vasti della nostra piccola Umbria. Ast rappresenta produzioni di eccellenza, in un settore di eccellenza, che è quello degli acciai speciali, e con metodi e strumenti d’eccellenza e d’avanguardia per circolarità e sostenibilità”.

“Nelle ultime settimane – prosegue – la Commissione europea ha messo in campo un pacchetto di riforme per un new deal europeo, attraverso le quali si valorizzano strategie di transizione e si introducono metodi antidumping per le nostre produzioni. In un’ottica di difesa e di crescita delle buone pratiche che nel Vecchio Continente possono rappresentare una locomotiva importante se indirizzate verso metodi innovativi. Ora tocca a noi. Al governo nazionale e a quello regionale. Serve trasparenza in ogni passaggio, a beneficio degli attori e dei lavoratori. Serve attenzione a che la vendita del sito ternano non diventi un passaggio a fondi di investimento interessati solo a spremere le nostre aziende nella logica del massimo profitto a breve termine. È necessario mantenere l’integrità del polo ternano e della sua produzione grazie agli investimenti di players internazionali con intenzioni di crescita e sviluppo, accompagnati da un impegno concreto per il completamento delle infrastrutture logistiche e di collegamento, a partire dai porti di Civitavecchia e di Ancona”.

“Ma soprattutto – osserva Bori – serve una strategia industriale complessiva per la manifattura siderurgica italiana, che agganci le produzioni europee e metta quelle italiane nelle condizioni di continuare a competere; e serve unità d’intenti. Fino a qui i passaggi che hanno caratterizzato questa prima fase della nuova storia di Ast hanno prodotto – e lo dico con cautela – qualche nota positiva. Sta a noi, tutti, governo e opposizioni, essere moltiplicatori di buone pratiche. Il Pd è pronto a fare la sua parte. L’auspicio è che si trovino interlocutori altrettanto disponibili e soprattutto lungimiranti”.