“Veniamo da 20 anni di assenza totale di politiche industriali. In tutto il mondo c’è stata un’ubriacatura del mercato come unico regolatore, ma in Italia di più. Basti pensare al Pnrr: in Francia, in Germania ci sono tavoli aperti per discutere di siderurgia, di automotive, etc., e sanno dove andranno le risorse, stabilimento per stabilimento. Noi non sappiamo assolutamente nulla e il piano nazionale sulla siderurgia non è oggetto di confronto”. Lo ha detto oggi a Terni Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil nazionale, intervenuta a Piediluco all’iniziativa promossa dalla Fiom di Terni per i 120 anni del sindacato dei “metallurgici” della Cgil. Un’occasione per riscoprire il passato, ma “con lo sguardo dritto e aperto al futuro”, come ha sottolineato il segretario generale della Fiom Cgil di Terni, Alessandro Rampiconi, che ha aperto il dibattito rimarcando “l’occasione unica di intraprendere ora quel cambiamento necessario nella direzione di una siderurgia sostenibile e davvero compatibile con la tutela dell’ambiente, un obiettivo che è ormai parte fondante dell’azione sindacale della Fiom Cgil”.

Al dibattito, coordinato da Lucia Rossi, segretaria della Filcams Cgil di Terni e già alla guida della Camera del Lavoro ternana ai tempi della vertenza per il magnetico, hanno partecipato lo storico Marco Venanzi (autore del libro Carbone, Lignite, Acciaio), il professor Claudio Carnieri, già presidente della Regione Umbria, e Claudio Cipolla, segretario generale della Cgil Terni.

Nelle sue conclusioni Francesca Re David è tornata anche sulla vertenza per la vendita di Ast: “Noi sappiamo solo che il sito è in vendita e che ci sono interessamenti anche di aziende italiane, ma non sappiamo assolutamente nulla di come questa vendita si inserisca nel piano siderurgico e di quale sarà il ruolo dello Stato. Quello che chiediamo – ha aggiunto Re David – è che si esca quanto prima da questa mancanza di trasparenza e anche di rispetto verso le lavoratrici e dei lavoratori e si cominci invece ad utilizzare il loro sapere e le loro competenze per costruire il piano siderurgico”.

Secondo Re David, Terni “è strategica, perché non può esserci innovazione e quindi non può esserci Pnrr senza la siderurgia”, così come “non può esserci ambientalizzazione dell’industria senza acciai raffinati, senza acciai speciali”. “Per questo – ha concluso Re David – Terni è essenziale. Noi chiediamo che si ragioni guardando al lavoro e non alla finanza, e che il piano industriale abbia radici nel presente, ma guardi con ambizione al futuro dell’intero Paese”.