“Lo stato della ‘digital trasformation’ umbra è in movimento, ma serve accelerare. A tutt’oggi su scala regionale registriamo un livello di maturità digitale pari a un indice di 1,93, sotto la media Italia di 2,03, in una posizione mediana, che non si distingue per brillantezza, e piuttosto distante dalle regioni più digitalmente evolute”: lo ha sottolineato Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria.

La pandemia – sottolinea una nota dell’ente camerale – ha accresciuto i divari territoriali, di genere, di età e fra i settori produttivi, ma il digitale è la leva per ridurli. In prima linea nel sostegno alle imprese nel percorso verso la “digital trasformation”, i Pid (Punti di impresa digitali) delle Camere di commercio. Il Pid della Camera di commercio dell’Umbria, operativo presso le sedi camerali di Perugia e Terni, soltanto negli ultimi tre anni ha affiancato 3.000 imprenditori umbri impegnati a condurre la propria impresa in una dimensione digitale.

“Dobbiamo ridurre un gap di competenze digitali ancora ampio – ha commentato il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni – solo una azienda italiana su quattro conosce Impresa 4.0. E mai come oggi l’innovazione è il driver fondamentale per la crescita del tessuto imprenditoriale”.

“La digitalizzazione – prosegue – vale fino a sette punti di Pil, ma esiste ancora è stato osservato alla recente Assemblea nazionale dei presidenti delle Camere di commercio – un ritardo grave da recuperare. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta una occasione unica – conclude Mencaroni – però occorre coinvolgere attivamente milioni di Pmi, di artigiani e di lavoratori autonomi”.