“Bloccare i licenziamenti non vuol dire ingessare il lavoro, vuol dire mettere al centro il lavoro”: lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, parlando a Terni a margine della manifestazione di Cgil, Cisl e Uil organizzata in occasione del Primo Maggio. Per Landini è necessario “incentivare l’ uso di tutti gli strumenti che sono alternativi ai licenziamenti”.

“Non chiediamo solo di bloccare i licenziamenti – ha aggiunto – chiediamo di azzerare la cassa integrazione ordinaria, il che vuol dire mettere nelle condizioni tutte le imprese industriali e delle costruzioni di avere 52 settimane da poter utilizzare. Chiediamo di incentivare i contratti di solidarietà, chiediamo di incentivare i contratti di espansione, il che vuol dire aiutare chi è vicino alla pensione per far entrare giovani nei luoghi di lavoro”.

A detta del segretario della Cgil, “ci vuole un impegno anche grazie ad un nuovo sistema di ammortizzatori sociali che dica che prima di ricorrere ai licenziamenti si utilizzano tutti gli altri strumenti. In pratica vuol dire che ci si può riorganizzare senza licenziare”.

“Questa – ha concluso – è la scommessa che chiediamo anche alle imprese, tanto più che siamo ancora dentro alla pandemia. In questi mesi, giugno, luglio e agosto, bisogna vaccinare i lavoratori, non licenziare”.