L’impatto del Covid su Acque Minerali d’Italia, di cui fanno parte anche i marchi umbri Sangemini e Amerino, è “ancora forte” a causa del blocco del canale Horeca, ma il piano industriale presentato dalla proprietà prevede una doppia azione, cioè “il miglioramento di performance e l’ ingresso di capitale”. E’ quanto hanno detto stamani i rappresentanti del gruppo, secondo quanto riferiscono i sindacati, in occasione del tavolo convocato dal ministero dello Sviluppo economico. Presenti i rappresentanti di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil nazionali e territoriali, rsu e assessori regionali, tra cui quello dell’Umbria Michele Fioroni.

L’azienda – riferiscono i sindacati – reputa “centrale razionalizzare i costi, tramite l’utilizzo della cassa Covid e delle ferie”. L’importanza di questa azione – continuano – è anche dettata dal fatto che “gli investitori hanno posto la condizione di sostanziale pareggio del bilancio” a fine giugno 2021 per l’ingresso di capitale. In merito ai siti, le organizzazioni sindacali si sono dette “aperte a valutare la possibilità di uscite volontarie e incentivate, specialmente di coloro che possono agganciarsi alla pensione”.

Si proverà quindi ad intraprendere la strada dell’accordo quadro nazionale su pensionamenti ed esuberi volontari, anche con l’apporto attivo del Mise. Inoltre l’assessore Fioroni ha affermato che “la Regione Umbria è disponibile a mettere a disposizione i propri strumenti per salvaguardare i lavoratori di Sangemini e Amerino”.

Per le organizzazioni sindacali, “prima di parlare di numeri è necessario avere chiaro il percorso e la strategia di rilancio del gruppo, che passa ovviamente attraverso le specificità di tutti i marchi territoriali”. Viene chiesta, dunque, “chiarezza su programmazione della stagione corrente, data la necessità di una strategia commerciale che aumenti le vendite e i volumi”.