Mercato “vivace” per locazioni immobiliari in Umbria: è quanto emerge dal nuovo Report della Borsa immobiliare della Camera di commercio dell’Umbria- è il decimo – dedicato al Mercato delle locazioni, con osservazione particolare per le quattro città più grandi della regione, Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello.

Il report è stato redatto, presentato e illustrato da Mauro Cavadenti Gasperetti, componente del comitato di vigilanza della Borsa immobiliare della Camera di commercio dell’Umbria.

Il Mercato delle locazioni oramai è caratterizzato da Contratti a canone concordato. A stabilire le quote minime e massime sono le rappresentanze dei sindacati delle associazioni dei proprietari e degli inquilini, che valutano una serie di fattori come la zona in cui si trova l’abitazione, le condizioni dello stabile, la presenza o meno di ascensore e portineria.

Si tratta di accordi locali – spiega la Camera di commercio – per cui il prezzo al metro quadro può variare da Comune a Comune. La durata è stabilita dalla legge e prevede diverse opzioni.

Il calo degli affitti brevi, a causa della pandemia, ha trasformato le locazioni in contratti transitori sempre a canone concordato per non vincolare l’ immobile a lungo e riaverlo a disposizione in caso di un’inversione del trend.

In tutto ciò i canoni d’affitto sono cresciuti gradualmente negli ultimi cinque anni, complice il successo del contratto a canone concordato e cedolare secca al 10%, molto apprezzato dai proprietari immobiliari.