“Forte preoccupazione” viene espressa dalle segreterie territoriali dell’Umbria di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil in merito alla situazione di Acque Minerali d’Italia, di cui fanno parte Sangemini e Amerino, alla luce della documentazione arrivata ai lavoratori dal tribunale di Milano, che ha concesso al gruppo il concordato in continuità, e della relativa discussione iniziata oggi presso il tavolo del ministero dello Sviluppo economico. In una nota i tre sindacati confermano che gli esuberi programmati dall’azienda sarebbero “76 su tutto il gruppo”.

“Riteniamo che a livello metodologico e per una gestione virtuosa e quantomeno corretta delle relazioni industriali – scrivono – prima della dichiarazione di esuberi si dovrebbe entrare nel merito del piano. È imprescindibile per le parti sociali comprendere la direzione che l’azienda intende percorrere. I siti di Sangemini e Amerino, avendo posto fiducia in Ami e nello sviluppo dei siti, hanno già affrontato grandi sacrifici rinunciando a parte dei loro stipendi”.

I sindacati chiedono poi il rispetto di quanto stipulato negli accordi siglati nel 2014 e nel 2018, “per cui i lavoratori si sono e si stanno fortemente sacrificando”. “Le risorse per evitare ingenti perdite nei siti – continuano – ci sono: gli ammortizzatori sociali per le aree di crisi complessa e i fondi dedicati ai marchi storici”. E’ stato quindi richiesto il coinvolgimento delle istituzioni regionali e locali, in attesa di un prossimo incontro presso il tavolo ministeriale previsto entro la fine del mese.

Le organizzazioni sindacali ribadiscono lo stato di agitazione e nei prossimi giorni valuteranno eventuali iniziative sindacali.