Sono circa 76, su un totale di 355 attuali, le unità di personale che il gruppo Acque Minerali d’Italia ha in programma di ridurre, al termine del periodo massimo di utilizzo degli ammortizzatori sociali, attraverso una procedura di licenziamento collettivo.

E’ quanto prevede il piano industriale presentato dalla società – proprietaria anche dei marchi umbri Sangemini e Amerino – contenuto nel decreto con cui il tribunale di Milano ha ammesso definitivamente il gruppo al concordato in continuità.

Dal documento – al centro di una call in sede ministeriale prevista oggi tra le segreterie nazionali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil e i manager aziendali – emerge che la riduzione del personale comporterà per il gruppo Ami un risparmio di circa 3 milioni e 600 mila euro complessivi. Il piano quinquennale, oltre che sulla razionalizzazione dei costi di struttura (prevalentemente quelli di marketing e commerciale), si fonda anche sull’assunzione “di un graduale incremento delle vendite”.

Per quanto riguarda volumi e ricavi netti di vendita, si prevede “un incremento graduale dei ricavi a partire dalla seconda metà del 2021″, quando si presuppone vi sarà una ripresa delle vendite stesse, mentre il raggiungimento dei livelli precedenti alla crisi pandemica è stato ipotizzato “soltanto nel 2026″.

La società, comunque, a partire dal 2021, “riprenderà l’attività promozionale per aumentare volumi di vendite e recuperare le quote di mercato perse”. Previsti, sempre nel corso dei cinque anni, anche interventi di manutenzione straordinaria degli impianti produttivi, per un investimento complessivo di 6 milioni 900 mila euro per gli stabilimenti di Valli del Pasubio (Vicenza), Primaluna (Lecco) e San Gemini.

Quanto alle risorse finanziarie necessarie, per ottemperare al programma dei pagamenti previsti dal piano, come già annunciato nel capitale sociale della società entreranno i fondi Clessidra e Magnetar. Questi avranno una partecipazione pari all’80%, attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale per un importo complessivo pari a non meno di 48 milioni 500 mila euro.