Apprendiamo da notizie stampa che il Comune di Terni ha trasmesso alla regione Umbria i progetti relativi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per poter accedere all’utilizzo delle risorse stanziate dalla Commissione Europea. Di per sé la notizia potrebbe anche essere positiva, ma riteniamo sbagliato il metodo con il quale l’amministrazione comunale ha inteso intraprendere questa strada.

CGIL-CISL-UIL, che contano in provincia di Terni oltre 50mila iscritte e iscritti, da oltre un anno stanno chiedendo agli attori istituzionali e datoriali della provincia di Terni di confrontarsi insieme rispetto alle linee strategiche da intraprendere verso un nuovo e diverso modello di sviluppo, capace di individuare direttrici strategiche di investimento, ripartendo dal lavoro e con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze.

A parte disponibilità formali e verbali, ad oggi il confronto non è mai salpato, nonostante più volte sollecitato dalle organizzazioni sindacali anche in ragione dell’emergenza sanitaria, economica e sociale che sta colpendo significativamente il nostro territorio. La prima e unica presenza della presidente Tesei in città porta la data del gennaio 2020. Il mancato coinvolgimento degli attori sociali presenti in città rappresenta un elemento divisivo, che rischia di far perdere alla comunità l’opportunità che abbiamo davanti, come purtroppo già successo con altri fondi.

Per l’Umbria del Sud, a nostro avviso, occorre un progetto complessivo che coinvolga tutti i Comuni e le associazioni capace di rimettere al centro il ruolo strategico di questo territorio come cerniera e rifermento nell’Italia di mezzo.

Su questo pensiamo che non servano primi della classe, ma serva confronto, condivisione, capacità di sostenere insieme la sfida della transizione ambientale, economica, digitale e sociale. Solo così a nostro avviso potremmo avere le opportunità di poter accedere alle ingenti risorse europee.

Non entriamo nel merito dei progetti perché non li conosciamo e le agenzie di stampa riportano solo annunci, titoli e slogan, ma auspichiamo, col senso di responsabilità che ci contraddistingue, che realmente ci sia un radicale cambiamento nel sistema relazionale, per noi fondamentale per non continuare ad essere fanalino di coda, come purtroppo siamo da molti mesi a questa parte su tanti temi.

Il metodo del “fai da te” senza ascoltare nessuno è perdente e soprattutto irrispettoso delle cittadine e dei cittadini che meritano coinvolgimento nelle discussioni, trasparenza nelle scelte e condivisione degli obiettivi. Amministrazioni che vedono i corpi intermedi come intralcio e non come un valore ed una ricchezza di idee e contenuti, evidenziano la miopia con la quale intendono governare una comunità.

Come CGIL-CISL-UIL proprio in ragione di questo, proseguiranno nell’azione sindacale, esercitando il proprio ruolo contrattuale per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle persone, partendo dal punto di vista contenuto nella piattaforma unitaria sindacale ampiamente condivisa con lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati.

Come più volte detto, siccome i tempi stringono e purtroppo le condizioni materiali delle persone che rappresentiamo peggiorano, intendiamo mettere in campo iniziative a sostegno elle nostre proposte con l’obiettivo di conquistare quello spazio di discussione e contrattazione che Comune di Terni in primis, ma anche altri stanno, scientemente, negando, non capendo che la risposta alla crisi è la collegialità e non i personalismi. E per quanto riguarda il Pnrr è l’Unione Europea a chiedere il coinvolgimento degli stakeholders.

 Claudio Cipolla, Riccardo Marcelli, Gino Venturi

 Cgil, Cisl, Uil Terni