“La domanda globale di acciaio è in crescita, dall’automotive all’elettrodomestico, ma questo non si traduce, al momento, nel rilancio della siderurgia italiana”.

Lo denunciano in una nota congiunta il segretario confederale della Cgil, Emilio Miceli, ed il segretario nazionale Fiom, Gianni Venturi, che chiedono un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico e “un piano nazionale dell’acciaio entro cui ricondurre la soluzione delle grandi vertenze aperte (Arcelor Mittal, Jsw Piombino, Ast di Terni) e dare prospettive ai lavoratori coinvolti. Ovviamente, lo stallo attorno alla vicenda di Arcelor Mittal, anche nella mancata definizione di tempi certi dell’intervento pubblico, non aiuta il quadro complessivo della siderurgia italiana, essendo Arcelor tra i più importanti players globali”.

“Per questi motivi – è la richiesta di Cgil e Fiom – chiediamo al Ministro dello Sviluppo Economico di convocare il tavolo nazionale della Siderurgia alla presenza di Federacciai e Sindacati per trovare soluzioni concrete alle vertenze aperte e dare una prospettiva alla filiera siderurgica italiana”.