Il giorno 28 dicembre su richiesta delle Segreterie Nazionali di Filctem, Femca, Uiltec si è svolto, da remoto, l’incontro con il Mise alla presenza della Sottosegretaria Alessandra Todde, la quale si è attivata prontamente per fare il punto sulla vertenza Treofan di Terni.

La riunione si è aperta con un riassunto fatto dal Prof. D’Addona sulle iniziative messe in atto in questo ultimo periodo dal Ministero dello Sviluppo Economico e così riassunte:

Verifica attraverso l’Agenzia delle Dogane per eventuali abusi commessi da Treofan per merci provenienti dalla U.E con dichiarazioni non conformi alla legge.

Moral suasion che attraverso un’informazione dettagliata verso i maggiori clienti li porti a conoscere i comportamenti dell’azionista Jindal, non conformi a regole dettate dalle modalità di buone relazioni comportamentali nei confronti dei Lavoratori, delle Istituzioni e del Sindacato. Questa azione ha comportato una riduzione di ordini da parte dei clienti abituali del gruppo Treofan/Jindal.

Verifica dei finanziamenti pubblici e del loro corretto utilizzo, come ad esempio l’erogazione del finanziamento del MIUR di circa 1 milione di euro nel quale tra le clausole rientrava l’impegno di mantenere le attività per 5 anni. Sono state attivate le procedure per il rientro del finanziamento.

Per il finanziamento ricevuto dalla Regione Puglia si stanno facendo ulteriori verifiche per il suo corretto utilizzo soprattutto in relazione allo spostamento di ordini dallo stabilimento di Terni ad altri siti produttivi del gruppo Jindal.

Da parte delle OO.SS. è stato sottolineato che nel corso dell’incontro del 16 dicembre 2020 con il Liquidatore è stata consegnata una memoria, che evidenziava come l’attivazione della procedura di liquidazione sia illegittima e non suffragata da elementi oggettivi che ne identifichi la correttezza giuridica.

A tal proposito durante quella riunione le Segreterie Nazionali, le strutture Territoriali e le Rsu hanno richiesto al Liquidatore di ritirare la procedura di licenziamento e attivare gli strumenti di ammortizzatori sociali conservativi (CIGS). Solo grazie all’attivazione di questo strumento si consentirebbe di avere un tempo maggiore per costruire una proposta imprenditoriale che possa consentire una continuità produttiva.

Sempre da parte delle OO.SS. è stata dichiarata l’assoluta necessità di accelerare tutti i processi in quanto i tempi della procedura di licenziamento stanno avanzando e attualmente mancano soltanto 39 giorni alla scadenza della seconda fase, ovvero quella istituzionale, concludendo di fatto i 75 giorni di legge per la discussione della stessa.

Abbiamo inoltre evidenziato agli esponenti del Mise come altri soggetti imprenditoriali sono interessati a proporre delle manifestazioni di interesse per rilevare l’unita produttiva, ma deve essere assolutamente superata l’attuale posizione della proprietà indiana che intende liquidare l’azienda e realizzare un profitto.

Tutte le parti intervenute all’incontro come il Mise, la Regione, il Comune hanno manifestato la volontà di impedire questo progetto da parte di Jindal e ricercare alternative che diano una prospettiva al sito di Terni.

Visti i tempi molto ristretti entro i quali deve essere trovata una soluzione, il Ministero si è impegnato a riconvocare le parti entro 7/10 giorni per un aggiornamento generale sulle azioni messe in atto.

 

TREOFAN, LEGA CHIEDE IMPEGNO DIPLOMATICO E MONITORAGGIO GIURIDICO E LEGISLATIVO

La vertenza Treofan sta procedendo inesorabilmente verso una conclusione drammatica e il tempo, che sembra scorrere più rapidamente, aumenta la pressione su una vicenda sempre più drammatica. La Lega Umbria ha già indicato, attraverso una interrogazione parlamentare, come, la via diplomatica, cioè di interlocuzione ministeriale con il padrone indiano, sia un ulteriore elemento che possa condurre alla soluzione della vicenda. Interlocuzioni ministeriali con l’India e con gli ambasciatori sia italiani che indiani. Il tutto per far arrivare dall’alto l’ordine di cambio di strategia rispetto alla liquidazione. Un mandato che si è oramai capito chiaramente è immodificabile dal basso. Sul tema intervengono i parlamentari umbri Lucidi, Alessandrini e Caparvi.

“Il Governo sta affrontando la questione in modo scoordinato, per questo chiediamo il coinvolgimento nei tavoli di crisi anche dei rappresentanti del Ministero degli Esteri, affinché dichiarino pubblicamente cosa stanno effettivamente facendo per risolvere questa vicenda” – afferma il Senatore umbro Stefano Lucidi che continua attaccando – “anche perché l’Umbria e Terni posso vantare addirittura un viceministro agli Affari Esteri, Marina Sereni, fino ad ora assente nel dibattito pubblico Treofan”.

Ma l’Umbria potrebbe avere anche un’altra arma dalla sua parte, visto che sempre al Governo e in forza al Ministero per gli Affari Europei c’è l’ex europarlamentare umbra Laura Agea ora sottosegretaria, che “non ci risulta che anche Lei sia intervenuta in merito, mentre servirebbe uno sforzo pubblico anche in sede europea” – lo afferma la Senatrice ternana Valeria Alessandrini che incalza duramente: – “Ci chiediamo a cosa serve avere un sottosegretario e cosa si aspetti per far capire ai burocrati di Bruxelles che una multinazionale indiana con importante filiale europea sta distruggendo una realtà storica italiana, e che questo sta avvenendo nel cuore della comunità europea”.

“Dobbiamo anche aggiungere che oltre a dar seguito ai buoni propositi annunciati dal Governo, dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla maggioranza, non sono arrivate proposte di tipo legislativo” – dichiarano i parlamentari umbri della Lega – “volte a modificare il quadro normativo in favore delle vertenze sindacali in atto in generale e di quella Treofan in particolare”.

Occorre dunque anche un monitoraggio non solo degli strumenti economici e finanziari, ma anche di quelli giuridici e legislativi in senso stretto, per tentare ogni possibile soluzione per la vicenda Treofan, e serve che l’Umbria al Governo si sia da fare.