Mentre ieri era in corso la videoconferenza con il Ministero dello Sviluppo economico, per esaminare e discutere l’atto di pre-intesa dell’accordo-ponte, siglato tra Acciai Speciali Terni e sindacati, che – stante le procedure di vendita – sarà valido fino al 30 settembre 2021 prevedendo una produzione di almeno un milione di tonnellate di acciaio fuso, permettendo di salvaguardare i livelli occupazionali e mettendo in campo investimenti per 20 milioni di euro, 7 dei quali verranno impiegati per completare il progetto di recupero delle scorie, l’assessore all’ambiente del comune di Terni Benedetta Salvati ha effettuato un sopralluogo in Ast insieme a Regione Umbria e Arpa Umbria.

Una visita – spiega Palazzo Spada – per constatare sul posto lo stato di avanzamento dei lavori per la costruzione del nuovo Metal Recovery ovvero gli impianti di recupero dei metalli.

“Si tratta – spiega l’assessore Salvati – di una sfida ambiziosa che richiede un grosso investimento per l’azienda. Oggi l’impianto, utilizzato per recuperare i metalli contenuti nelle scorie da riutilizzare nel ciclo di produzione dell’acciaio, si trova nell’area sud-est del sito e le operazioni di recupero meccanico avvengono totalmente all’aperto. Tutto ciò, anche in condizione di moderata ventosità, causa fenomeni evidenti di sollevamento di polveri che si disperdono nell’ambiente circostante e nelle aree al di fuori delle mura dello stabilimento”.

“I nuovi impianti per il recupero dei metalli dalle scorie – continua l’assessore – saranno invece tutti collocati all’interno di un nuovo grande capannone costruito recuperando un’area dismessa da più di 40 anni e quindi senza ulteriore consumo di suolo e aumento di volumetrie. In questo modo, le polveri prodotte durante le lavorazioni saranno captate, convogliate e immesse in maniera controllata in atmosfera e i rumori completamente abbattuti”.

Il progetto per questo tipo di cantiere può essere meglio compreso con alcune specifiche numeriche: 20.000 mq di pannelli dello spessore 150 cm e peso 450 kg isolanti e fonoassorbenti; 500.000 kg di acciaio; 7000 mc di cemento gettato; 20 portoni con capacità di abbattimento del 34 dB; 35.000 di ore lavorate.

Il 97 per cento dei lavori sono stati effettuati e il cantiere per Ast si chiuderà il 31 dicembre; in continuità subentrerà la società finlandese Tapojärvi Oy che monterà i macchinari da utilizzare per il recupero e il riuso dei metalli di cui sono ricche le scorie di fusione e per fine estate l’impianto entrerà in esercizio.