L’attivazione della procedura di licenziamento collettivo per l’azienda Treofan di Terni è “inaccettabile”: lo affermano le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, in una nota. “Non è casuale – continuano – la scelta della formula del ‘Licenziamento collettivo per cessazione di impresa conseguente alla messa in liquidazione della società’, uno dei casi di deroga previsti dalla norma sul blocco dei licenziamenti varato dal Governo per la pandemia Covid-19. E così le leggi italiane sono aggirate, ancora una volta, dalla multinazionale di turno”.

“Oltre al danno la beffa: Treofan, infatti, ha utilizzato prima la cassa integrazione per Covid e poi ha deciso di chiudere liquidando l’azienda. Questo tradendo quegli accordi sindacali, sottoscritti al Mise ad agosto, che prevedevano il rilancio dell’attività produttiva dello stabilimento. Si tratta di una storia già vista: aziende che, dopo aver attinto a fondi pubblici, chiudono senza appello. 75 giorni e i 142 lavoratori di Terni saranno definitivamente licenziati: le istituzioni – concludono Filctem, Femca, Uiltec – devono intervenire e non permettere che accada”.