“La situazione della Treofan di Terni si sta aggravando sempre di più. Il comportamento posto in essere in queste settimane dalla proprietà appare inaffidabile e inadeguato in riferimento agli obiettivi primari che sono stati ribaditi dai lavoratori, dai loro rappresentanti e dalle istituzioni: ovvero la continuità e il rafforzamento del sito produttivo ternano nell’ambito di un piano industriale serio e concreto”.

Lo scrive il sindaco Leonardo Latini in una lettera indirizzata al MISE e al Governo in occasione del tavolo che è stato convocato per oggi pomeriggio. Anche stamattina il sindaco si è recato presso la sede dello stabilimento per confrontarsi con i lavoratori, al termine della loro assemblea.

“La proprietà – continua Latini – sta ponendo in essere un comportamento irrispettoso in primo luogo verso i lavoratori che ne pagano le conseguenze dirette, ma anche nei confronti delle istituzioni che da sempre hanno seguito questa vicenda e si sono sedute ai tavoli con la proprietà stessa o con i suoi delegati, fornendo ampie disponibilità di collaborazione, non ultima quella dell’assessore regionale Fioroni”.

“Non è possibile che multinazionali come Jindal possano avvantaggiarsi in alcune fasi delle professionalità e delle potenzialità di siti industriali italiani, giovandosi anche di sostegni economici nazionali o regionali, per poi pensare di scaricare i territori, reputando di non avere obblighi verso le comunità locali di riferimento”.

“Per questo, come sindaco di Terni, avendo seguito la vicenda della Treofan dal 2018, chiedo al Governo, tramite il Mise, verificato il disinteresse di Jindal per il sito ternano, di controllare la legittimità delle azioni poste in essere dalla multinazionale e di guidare un processo di vendita verso un acquirente in grado di porre in essere una seria politica industriale per il sito ternano”.

“Allo stesso tempo ribadisco la strategicità di Treofan nell’ambito delle politiche industriali di medio e lungo periodo per la nostra regione, per un possibile e auspicabile rilancio del polo chimico ternano, anche in un’ottica di economia verde”.

“Ricordo che il territorio ternano, fortemente connotato dalla presenza di industrie, è in uno stato di crisi molto pesante, aggravato dagli effetti dell’attuale pandemia, e non può permettersi di soggiacere a giochi economico-finanziari sulla pelle dei lavoratori e a discapito delle possibilità di sviluppo della città stessa”.