Diventa sempre più incandescente la vertenza Treofan. Questo pomeriggio ll gruppo Jindal, proprietario della Treofan, ha infatti annunciato la chiusura dello stabilimento di Terni attraverso la messa in liquidazione della società. Lo ha fatto nel corso dell’incontro, in videoconferenza, convocato dal ministero dello Sviluppo economico, al quale hanno preso parte anche istituzioni locali, sindacati di categoria e rsu.

“L’annuncio della chiusura del sito di Terni – è la dura presa di posizione dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni – è una volgare mancanza di rispetto per il Paese, per la Regione Umbria, per la città di Terni e per tutti quei lavoratori che stanno rischiando il posto di lavoro. “Dopo otto mesi di trattative – si legge in una nota firmata dall’assessore – non si può prendere in giro la storia industriale della città, la competenza produttiva nel settore chimico e tutte le aziende che operano nel polo ternano, che hanno espresso da subito tutta la loro preoccupazione. Non è ammissibile un atteggiamento di questo tipo – conclude Fioroni – dopo che ci siamo impegnati a sostenere con i nostri strumenti l’ipotesi di sviluppo industriale dello stabilimento in questione. Ci opporremo in ogni sede e con ogni mezzo anche legale, in sintonia con il ministero, a questa decisione”.

“Abbiamo toccato con mano, nell’incontro di oggi al Mise, la gravissima irresponsabilità dell’atteggiamento del rappresentante del gruppo Jindal sulla vertenza Treofan di Terni – sottolinea, da parte sua – il deputato umbro del Pd Walter Verini.

“Dopo l’accordo dell’estate, dopo gli impegni assunti davanti ai lavoratori e sindacati, davanti al Governo del Paese e alle istituzioni umbre, il gruppo multinazionale – prosegue Verini – ha adottato un comportamento offensivo, inaccettabile, violando intese, accordi, impegni. Il Governo, con la sottosegretaria Todde, ha rappresentato con forza e dignità gli interessi dei lavoratori, del polo chimico ternano, del Paese”.

“Ora – afferma – non può essere consentito alla multinazionale di fuggire dalle proprie responsabilità, liquidando l’azienda. Ora è necessario colpire ogni violazione e garantire in ogni modo una continuità e aprire una fase che consenta di trovare soggetti imprenditoriali finalmente seri che garantiscano la continuità produttiva e occupazionale e insieme la piena tutela dei lavoratori. Come parlamentari umbri – conclude Verini – daremo tutto il supporto possibile”.

DICHIARAZIONE SOTTOSEGRETARIA ALESSANDRA TODDE SU TAVOLO TREOFAN

“Non rispettare e mentire alle Istituzioni è molto grave e questa vostra presa di posizione verrà perseguita con tutti gli strumenti a nostra disposizione”, spiega la Sottosegretaria Todde. “Ad agosto siamo riusciti a raggiungere un accordo fra le parti, interrompendo anche uno sciopero che andava avanti da settimane, ma con questa vostra scelta ingiustificabile avete preso in giro il Paese, il Governo e tutti i lavoratori. Dopo otto mesi di trattative, voltare le spalle alla storia industriale della città e a tutte le aziende che operano nel polo ternano – che hanno espresso da subito tutta la loro preoccupazione – è un danno enorme”, continua la Sottosegretaria Todde.

“Durante le interlocuzioni, che sono state continue, abbiamo riscontrato da parte dell’azienda numerose scuse e diversi tentativi di sviare le regole. In Italia non si lavora in questo modo, non si calpestano le Istituzioni. Inoltre, confermo che il Governo adopererà qualsiasi mezzo possibile per evitare che l’azienda si muova in questa direzione. Confermo che sarò verificato il corretto uso della Cassa Covid-19, ovvero non ci siano stati volutamente spostamenti di ordini in altri stabilimenti del gruppo che abbiano determinato la riduzione della produzione”, aggiunge la Todde.

“Il Mise chiede di mantenere aperto il dialogo e se l’azienda non vorrà fare un passo indietro in merito alla messa in liquidazione annunciata, ne prenderemo atto. Le Istituzioni italiane, a livello nazionale, regionale e locale sono compatte su questo caso e procederanno in maniera uniforme. Bisogna trovare rapidamente soluzioni per Terni e per i lavoratori e questa scelta intrapresa comporta uno scontro istituzionale, calpestando completamente le aperture al dialogo proposte anche nei giorni passati” chiarisce.

“Ho chiesto all’azienda la possibilità di trovare un percorso condiviso per trovare una soluzione che non contempli la liquidazione, ma una strada alternativa che non conduca l’azienda a scontrarsi frontalmente con le istituzioni e le organizzazioni sindacali. Il tavolo rimane aperto fino a quando l’azienda non darà una risposta definitiva sul percorso che vuole intraprendere.”, conclude la Todde.