Le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uil Fpl esprimono forte disappunto per quanto sta accadendo in merito al cambio di gestione voluto dalla Usl Umbria 2 per l’appalto dei servizi di collegamento tra strutture e trasporto sanitario.

Il consorzio che si è aggiudicato la gara in questione applica un Ccnl (contratto nazionale di lavoro) siglato dal “sindacato” Cisal, che comprime fortemente i diritti acquisiti di lavoratrici e lavoratori, causando di fatto una perdita economica e normativa inaccettabile.

La qualifica proposta per la riassunzione da parte delle cooperative consorziate che andranno a gestire i servizi, nella maggior parte dei casi è il livello D2 CCNL Cisal – “Case di Cura” e prevede una retribuzione mensile lorda full time pari ad € 920,00 a fronte di un inquadramento in essere (C1 del Ccnl Cooperative Sociali) che prevede una retribuzione mensile lorda full time pari ad € 1.405,21. Stiamo assistendo quindi ad una diminuzione della retribuzione lorda mensile di 485,00 euro.

“È evidente che questo scenario, oltre all’enorme danno economico per lavoratrici e lavoratori ne intacca la dignità stessa – scrivono i sindacati – È assurdo vedere il quasi completo riassorbimento del personale avente diritto, il riconoscimento del monte orario settimanale, nonché le stesse mansioni, ad un prezzo scandalosamente inferiore, come inferiori sono i diritti che riguardano la malattia (non riconoscimento della carenza) o gli scatti di anzianità non presi in considerazione”.

“Chiederemo a gran voce e con tutti i mezzi a nostra disposizione, sia alla politica regionale che al ministero del Lavoro, di intervenire per fermare questo sopruso: non si può chiedere a nessuna lavoratrice e a nessun lavoratore di qualsiasi settore di accettare, dopo decenni di servizio, una condizione di lavoro, a parità di orario e mansioni, così devastante”.

“Oggi ancor più di ieri – concludono Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uil Fpl – abbiamo bisogno di una legge regionale che regoli gli appalti e dia maggior valore alla qualità del servizio ed alla sicurezza, piuttosto che trarre punteggio dallo sconto del costo del lavoro. La concorrenza non può essere sulle spalle di chi lavora”.