Il gruppo Acque minerali d’Italia, di cui fanno parte anche i marchi Sangemini e Amerino, ha chiesto una proroga alla metà di dicembre, per motivi legati al Covid, della presentazione del piano concordatario, nell’ambito della procedura aperta davanti al tribunale di Milano. E’ quanto emerso nel corso dell’incontro in videoconferenza convocato dal ministero dello Sviluppo economico che si è svolto questo pomeriggio. Presenti anche le segreterie regionali di Fai, Flai e Uila, oltre alle rsu degli stabilimenti umbri, e l’assessore regionale Michele Fioroni.

La direzione aziendale – riferisce una nota delle tre sigle – ha affermato in particolare di avere difficoltà, sempre a causa del Covid, nel trovare un valido interlocutore per l’investimento. Nonostante ciò l’azienda ha anche detto di voler presentare il piano concordatario in tempi più brevi rispetto alla proroga richiesta. Per il 2 novembre è stato fissato un nuovo incontro in cui potrebbero emergere aggiornamenti.

“Alle pressanti richieste sia del ministero che dei sindacati sulla presentazione già in data odierna delle linee guida del piano – spiegano i sindacati – l’azienda ha risposta che intende mantenere tutti i siti attivi in continuità. Tuttavia ha anche affermato di voler operare una razionalizzazione di figure che ha definito come ‘doppie, triple o quadruple’. L’azienda afferma di voler mantenere massima riservatezza sul piano e sugli investitori”.

Tutte le segreterie stigmatizzano “l’atteggiamento ormai consolidato dell’azienda non disposta al dialogo e alla chiarezza con le parti”. Negli stabilimenti di Sangemini e Amerino proseguirà lo stato di agitazione e la richiesta di una cassa integrazione equa per tutti i siti “sarà oggetto di ulteriori iniziative”.