I lavoratori dell’Ast incroceranno le braccia per due ore venerdì 2 ottobre per ogni fine turno e sabato 3 sempre alla fine del turno della quarta squadra. Lo sciopero è stato indetto dalle rsu di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb per protestare contro l’azienda “che in modo unilaterale – spiegano – sta avviando un evidente e inaccettabile piano di riorganizzazione e in particolar modo di esternalizzazioni e ristrutturazioni.

Questo processo – scrivono in una nota – è stato avviato in modo scellerato nell’area dei servizi centrali, dove attraverso il taglio di postazioni di lavoro si stanno penalizzando fortemente i lavoratori sociali e si stanno precostituendo le condizioni per far venir meno il carattere di importanza e di strategicità di enti da sempre funzionali e determinanti per la produzione. Inoltre la mancanza di serietà, di correttezza dei metodi e di chiarezza nei criteri, evidenzia un atteggiamento aziendale che non è minimamente volto al miglioramento, alla valorizzazione alla prospettiva, ma bensì all’approssimazione, alla mal gestione e all’assoluta mancanza di rispetto nei confronti di chi quotidianamente lavora e da molti anni contribuisce con sacrificio ai risultati.

Per le Rsu di Ast, “l’arroganza che in diverse circostanze l’azienda manifesta, per quanto ci riguarda si traduce esclusivamente in perdita di posti di lavoro, come avvenuto e più volte denunciato per i lavoratori somministrati, in perdita di professionalità e ovviamente in un peggioramento delle condizioni di sicurezza di tutti i lavoratori. L’attuale basso livello delle relazioni e dei rapporti sindacali e industriali, in assenza di un immediato ed evidente cambio di passo – concludono i rappresentanti dei lavoratori – darà inevitabilmente il via a un autunno caldo all’insegna delle mobilitazioni e dello scontro”.