Umbria mobilità ha chiuso in utile sia l’esercizio 2018 sia quello 2019 e oggi ha un patrimonio netto di 20,4 milioni di euro e immobiliare di oltre 60 milioni di euro.

Grazie inoltre ai proventi derivanti dall’attività immobiliare e dalla chiusura transattiva di varie partite creditorie, l’indebitamento è diminuito passando da 171 a 104 milioni. Con le fideiussioni che nel 2015 ammontavano a circa 171 milioni e che oggi sono scese a 17 milioni circa.

Insieme a questo “quadro di risanamento”, c’è un ulteriore accordo in dirittura d’arrivo con il sistema bancario per una piano di rientro che si concluderà in 10 anni, come ricordato dall’amministratore unico di Umbria Mobilità, Ferruccio Bufaloni, che oggi nel salone d’Onore di Palazzo Donini ha tenuto una conferenza stampa per riferire sulla gestione degli ultimi anni della società, impegnata in un processo di ristrutturazione.

Un processo che renderà possibile, a partire da ottobre-novembre, l’avvio dell’attività della nuova Agenzia regionale per la mobilità ed il trasporto pubblico locale, con gli stessi soci e lo stesso patrimonio. A sottolinearlo è stato l’assessore regionale ai trasporti Enrico Melasecche che ha parlato di passaggi da seguire, a cominciare “dall’imminente approvazione del bilancio e del piano di rientro da parte del consiglio d’amministrazione e dalla preparazione dei documenti per le banche per avere il loro assenso alle operazioni”.

Melasecche ha definito questa come una terza fase della vita di Umbria mobilità, “quella dove si tira una riga con la speranza di riportare il sistema dei trasporti della regione nella sua piena funzionalità”, che arriva dopo una prima “che prospettava un futuro roseo” e una seconda “in cui ci siamo accorti che c’erano dei problemi”.

La “madre di tutte le disgrazie” per l’amministratore unico Bufaloni è quella di aver portato i servizi su Roma, “con una partita ancora sul groppone”.