Questo il testo dell’interrogazione che domani sarà presentata da Federico Fornero, Capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera dei Deputati e Guglielmo Epifani, componente della XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)

Al Ministro dello sviluppo economico – Per sapere – premesso che:

L’azienda, l’Acciai Speciali di Terni, ha 136 anni di storia e circa 2.500 persone tra dipendenti interni e dell’indotto. L’AST rappresenta oltre il 15% del Pil dell’Umbria, con un utile di 98 milioni di euro nell’anno fiscale 2017-2018 e una perdita di 1,8 milioni di euro del 2018-2019;

Acciai speciali di Terni torna quindi sul mercato. È durata poco meno di due anni la presunta strategicità del sito italiano all’interno del gruppo di Essen. ThyssenKrupp ora punta a un partner o una vendita per il sito ternano, il principale polo italiano per l’acciaio inossidabile;

ThyssenKrupp, è oberato da difficoltà finanziare che nemmeno la cessione dell’intera divisione degli ascensori per 17,2 miliardi, ha rimarginato. Il Ceo Martina Merz ha comunicato la decisione di cedere anche la divisione Marine (si parla di una trattativa con Fincantieri), e di verificare soluzioni di consolidamento per l’acciaio oltre che di nuove prospettive della divisione Material services, cui AST appartiene;

in una lettera inviata ai dipendenti l’Amministratore delegato Burelli ha dichiarato “per AST al momento abbiamo una sola certezza, che verranno valutate tutte le opzioni capaci di garantire crescita e sviluppo a un’azienda come la nostra, che negli ultimi anni ha dimostrato di essere competitiva sul mercato e in grado di migliorarsi costantemente, anno dopo anno”. La stessa AST che ha dichiarato “la nuova strategia prevede l’individuazione delle soluzioni migliori per ogni singola azienda, tra cui AST, poiché Thyssenkrupp ritiene che al di fuori del proprio perimetro potrebbero esserci opzioni migliori, in grado di rilanciare queste diverse attività, con obiettivo di garantire lo sviluppo e la crescita;

ai Segretari di Fim Fiom Uilm Fismic Ugl e Usb locali convocati dall’Amministratore delegato di AST Massimiliano Burelli è stato comunicato che il Consiglio di Supervisione della ThyssenKrupp ha praticamente sancito la fine della multinazionale così come conosciuta negli ultimi vent’anni;

ora per AST si profilerebbero secondo l’azienda due ipotesi: la cessione o la partnership;

I sindacati da parte loro hanno denunciato come l’avvio di un processo di tale portata in una fase storica economica condizionata dalla pandemia Covid 19 possa mettere in serio pericolo l’intero sito industriale con tutte le sue produzioni e livelli occupazionali;

le Organizzazioni Sindacali da tempo chiedono un’attenzione più incisiva sulle vicissitudini del sito di Terni in quanto mai convinte delle strategie della multinazionale che avrebbero puntato al rilancio dopo la vendita del settore elevetor;

è necessario riaffermare la strategicità dell’AST e delle sue produzione a livello territoriale, regionale e nazionale tenuto conto che in sede ministeriale lo scorso settembre 2019 un accordo prevedeva circa 60 milioni di euro di investimenti, il mantenimento dei livelli occupazionali e confermava la strategicità del sito di Terni nel business di ThyssenKrupp;

appare sempre più necessario che da parte del Governo si determini un approccio complessivo e strutturale rispetto alle crisi industriali che stanno interessando attività e produzioni strategiche nel nostro Paese e che queste vengano affrontate sia caso per caso ma anche in una ottica complessiva di tenuta industriale del nostro Paese:-

quali sono le informazioni in possesso del Governo rispetto a quanto illustrato in premessa;

se non ritenga improrogabile la ripresa di una iniziativa del Governo nei confronti del Gruppo ThyssenKrupp allo scopo di riaffermare la strategicità dell’AST e assumere tutte le iniziative finalizzate al mantenimento dei livelli occupazionali;

se non ritenga, altresì, necessario che il Governo definisca una strategia complessiva che affronti, la crisi della filiera dell’acciaio, che sta coinvolgendo tutte le produzioni strategiche nel nostro Paese, e che non investe solo la ThyssenKrupp, in maniera strutturale .