“Siamo fortemente preoccupati per la pericolosa ed incomprensibile fase di stallo che sta subendo la vertenza dell’ex Gruppo Novelli, ora Alimentitaliani srl in fallimento, visto che da più di anno oramai sentiamo parlare di accordi e di vendita, ma di concreto non vediamo ancora nulla. Serve urgentemente una soluzione definitiva”. A metterlo nero su bianco in una lettera indirizzata ai curatori fallimentari di Alimentitaliani, sono i sindacati Flai Cgil e Uila Uil dell’Umbria, che indicano quelle che sono a loro avviso le azioni prioritarie da mettere in campo per una “completa e positiva risoluzione della ormai annosa vertenza”.

“Chiediamo alla curatela di Alimentitaliani srl di dar seguito agli impegni presi e di procedere immediatamente ad un piano di riparto per i creditori privilegiati, lavoratori in primis, che distribuisca le somme attualmente disponibili – affermano Paolo Sciaboletta e Gianluca Menichini per la Flai Cgil, Mirko Ghiandoni e Fabio Benedetti per la Uila Uil – visto che tale intervento non è ostativo nei confronti di tutte le altre operazioni necessarie alla messa in sicurezza del gruppo ex Novelli”.

Altro aspetto fondamentale per il sindacato è arrivare nel più breve tempo possibile ad un accordo tra le curatele. “Accordo che già in diverse occasioni abbiamo sollecitato e mai realizzato – continuano i rappresentanti dei lavoratori – ma che è indispensabile per il dissequestro e il successivo rientro delle quote degli interi complessi aziendali originari, ancor oggi sottoposti a sequestro: Fattorie Novelli srl, Cantine Novelli, Bioagricola Novelli. Aspetti che come sappiamo bene, sono imprescindibili, per una possibile soluzione definitiva”.

“In particolare – aggiungono Sciaboletta, Menichini, Ghiandoni e Benedetti – preoccupa il comparto degli allevamenti delle fattorie, su cui ancora pende un sequestro cautelativo della procura della Repubblica, che inevitabilmente ingessa tutte le operazioni di vendita. In più c’è un pignoramento da parte di un creditore e il 15 maggio ci sarà un’udienza l’asta di vendita dei capannoni in cui sono gli allevamenti delle galline”.

Alla luce di tutto questo, i sindacati reputano indispensabile trovare la migliore soluzione possibile, che dia stabilità ai lavoratori per un rilancio delle attività produttive attraverso la vendita delle varie business-unit: uova, pane e pet. “Con l’auspicio – rimarcano Flai Cgil e Uila – che, per le uova siano coinvolti soggetti industriali operanti nel settore, interessati e disponibili a impegnarsi seriamente al rilancio dell’attività ed al miglioramento del ramo aziendale, attraverso un piano industriale che preveda importanti investimenti”. Mentre per il pane ed il Pet, i sindacati auspicano che si “consolidino i rapporti già in essere con gli affittuari”.

“Ne conseguirebbero – concludono i rappresentanti di Flai e Uila – positive ricadute sull’occupazione e si eviterebbe che sia messa la parola fine ad una realtà produttiva che ha rappresentato una eccellenza dell’intero territorio nazionale”.