Le acciaierie di Terni sono ripartite velocemente da inizio aprile grazie anche ad una simulazione di pandemia fatta nel 2017. A raccontare le attività svolte è Massimiliano Burelli, amministratore delegato di Acciai Speciali Terni, nel corso del webinar organizzato da Siderweb sul tema ‘Gli ostacoli sulla via della ripresa. I conti delle aziende e le sfide della crisi Covid 19′.

“Siamo riusciti a ripartire il 6 aprile – ha raccontato Burelli – e in questo mese abbiamo avuto una produzione del 55% della nostra capacità. Ci siamo riusciti così velocemente perché già nel 2017 abbiamo fatto un esercizio di business continuity inscenando una pandemia. E quindi al primo paziente positivo abbiamo iniziato a chiudere la mensa e tutte le altre attività per proteggerci. Poi, con i sindacati, regione, prefettura e comune abbiamo contatti costanti”.

Fin dall’inizio della pandemia alle acciaierie di Terni sono state “protette le tastiere – ha aggiunto – con il celofan, abbiamo sostituito i telefoni con vivavoce ed abbiamo adottato tutte le altre misure per proteggere i nostri dipendenti. E questo perchè non esiste lavorare se non c’è sicurezza”.

Affrontando il tema del fatturato, Burelli ha affermato che il 40% della “nostra produzione verso l’estero sta andando avanti normalmente. Sulla produzione verso l’Italia stiamo aspettando di vedere cosa accade. Con la fine dell’anno l’automotive avrà una contrazione del -30% e questo impatterà in modo importante sulla produzione”.