Il bilancio della nati-mortalità delle imprese della provincia di Terni tra gennaio e marzo ha risentito delle restrizioni seguite all’emergenza Covid-19, registrando uno dei saldi peggiori degli ultimi anni, rispetto allo stesso arco temporale.

Lo afferma la Camera di commercio rendendo noti i dati dell’ufficio Informazione economica riferiti al primo trimestre 2020.

Nel complesso il sistema imprenditoriale ha perso 171 imprese: le aperture sono state infatti 273, ma a fronte di cessazioni per un totale di 444 unità. Al 31 marzo dunque, al Registro imprese dell’ente camerale risultano iscritte 21.767 aziende. Sempre in provincia di Terni nel 2019 il saldo tra gennaio e marzo era stato di -40, nel 2018 la contrazione segnava -73 (-118 nel 2017).

Non va meglio alle imprese artigiane che chiudono il primo trimestre del 2020 con un tasso di crescita di -1,56%, rispetto al -0,84% registrato a livello nazionale: da gennaio a marzo a fronte di 27 nuove imprese che hanno visto la luce, ben 99 hanno cessato la propria attività.

“Il quadro gravemente problematico – evidenzia il presidente della Camera di commercio, Giuseppe Flamini – è figlio di una crisi pregressa generalizzata, sicuramente aggravata dall’emergenza Covid-19, e richiede interventi strutturali urgentissimi e di rapida attuazione per aiutare le imprese ad affrontare questa drammatica situazione e i suoi effetti sulla loro vita e la loro attività e su quella dei lavoratori. Esorto tutte le istituzioni a fare presto – conclude – perché non c’è più tempo”.