Le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno accolto la richiesta delle segreterie regionali/provinciali e della Rsu per un sollecito al MISE rispetto alla vertenza Treofan. È necessario dicono Filctem Cgil – Femca Cisl – Uiltec Uil Terni – che gli impianti/macchinari Treofan Italy restino in Italia e negli stabilimenti Treofan, questo è fondamentale per rendere il sito di Terni (unico sito attivo di Treofan in Italia) competitivo.

Questo il testo integrale della lettera:

Facendo seguito alla nostra richiesta di incontro del 21 febbraio u.s. Prot. 93, essendo oramai imminente lo spostamento dei macchinari dallo stabilimento di Battipaglia, siamo a richiedere nuovamente un incontro anche in video call urgentissimo, prima che l’azienda porti a compimento il progetto di dismissione degli impianti mettendo a serio rischio la tenuta della produzione Treofan nel nostro Paese.

Tale richiesta era già stata avanzata anche verbalmente al dott. Manfred Kauffman, in

occasione della firma dell’accordo avvenuto presso il Mise, per la cessione dello

stabilimento di Battipaglia del giorno 20 febbraio u.s., registrando la sua disponibilità ad un confronto preventivo sulla allocazione dei macchinari dello stabilimento di Battipaglia in funzione di un Piano di mantenimento delle produzioni complessive nel nostro Paese, che

l’azienda stava valutando.

Il diffondersi della Pandemia di queste ultime settimane ha prodotto ritardi nel confronto, ma a quanto sembra alcuni processi di trasferimento degli impianti ci risulta debbano iniziare lunedi 6 aprile p.v., senza avere alcuna informazione sulla destinazione degli stessi.

Tutto ciò a noi appare gravissimo, in quanto potrebbe esistere il rischio che gli impianti possano essere addirittura essere trasferiti fuori dal nostro Paese.

Non vogliamo assistere inermi ad uno scenario nel quale da una parte il nostro Paese elargisce risorse per l’acquisto di macchinari finalizzati al rilancio dell’industria manifatturiera e successivamente quei macchinari vengono trasferiti in altri Paesi,

facendo concorrenza alle nostre stesse produzioni.

Rammentiamo peraltro, che alcuni di questi macchinari sarebbero utili a rafforzare il

piano di tenuta delle produzioni dello stabilimento di Terni, necessari a finalizzare quel processo di riduzione di scarti, richiesto dalla Jindal, ma impossibile da realizzare con l’assetto produttivo attuale.

Ciò che sta avvenendo e che penalizza ulteriormente lo stabilimento di Terni è il mancato raggiungimento della produzione prevista del prodotto laccato non in linea con i numeri presentati dall’azienda nel 2019 proprio al MISE che prevedevano circa 10.000 t/anno.

Inoltre, grazie allo spostamento degli impianti di taglio presenti attualmente a Battipaglia si potrebbe aumentare la produzione per il film dedicato alla filiera del tabacco fortemente già presente in Umbria, aumentandone di fatto la capacità produttiva.

Su questi punti l’azienda ha anche incassato nei mesi scorsi la disponibilità della Regione Umbria a supportare investimenti, attraverso risorse economiche pubbliche in tal senso.

Si richiede quindi a questo spettabile Ministero un intervento nei confronti dell’azienda nel fermare qualsiasi spostamento di macchinari, fino al momento di un confronto tra le Parti, da attivare quanto prima.

Cordiali saluti.

 Le Segreterie Nazionali

Filctem-Cgil Femca-Cisl Uiltec-Uil