Economia fra ripresa e speranze in provincia di Terni, territorio che si caratterizza per una bassa propensione all’attività imprenditoriale. A delineare il quadro sono i dati diffusi dalla locale Camera di commercio.

Al 31 dicembre scorso erano infatti registrate 21.699 imprese, con una densità media di 9,6 ogni 100 abitanti (in provincia di Perugia il dato è dell’11,1%), salite a 21.889 al 30 settembre scorso.

Il sistema ternano mostra comunque una forte capacità di esportazione, quasi raddoppiata nel giro di 10 anni (da 430 milioni del 2009 ai 716 del primo semestre 2016). Terni è dunque una delle province italiane con il maggior grado di apertura ai mercati esteri.

Tra i settori ritenuti più promettenti potrebbe inoltre rivelarsi quello del turismo: i primi sette mesi del 2019 hanno confermato il trend positivo registrato nel 2018, sia negli arrivi (224.152) che nelle presenze (481.617), di cui 103.950 e 243.315 solo nelle Terre di San Valentino (ad esclusione quindi del territorio orvietano).

Resta invece critica la situazione sul versante dell’occupazione giovanile: se nel 2009 il tasso di disoccupazione era al 7,3%, e quello giovanile (15-29 anni) al 21,3%, nel 2018 questi salgono rispettivamente al 9,8% al 28,7%.

Ma le difficoltà di reperimento riguardano complessivamente il 32,2% delle assunzioni programmate, salendo al 64,9% per alcune figure professionali a più elevata specializzazione.

“Il nostro osservatorio – commenta il presidente della Camera di commercio, Giuseppe Flamini – registra che in 10 anni il numero complessivo delle imprese non si è modificato. Ciò che si è modificata è la struttura del sistema economico locale, a partire dal valore aggiunto prodotto dalle imprese, per continuare con forme di imprenditoria diverse rispetto a dieci anni fa. Tenuto conto delle difficoltà che riguardano ancora settori tradizionali, la Camera di commercio di Terni sta puntando, fra l’altro, a valorizzare i nostri territori dal punto di vista turistico, con l’obiettivo di farli conoscere meglio”. Secondo Flamini “la salvaguardia della territorialità e dei suoi valori specifici deve essere la nuova chiave di sviluppo per il sostegno dell’economia locale”. “Ed è per questo – conclude – che il mantenimento dell’autonomia della Camera di commercio della provincia di Terni, non è certo un rigurgito campanilistico”.