Coinvolgerà 700 dipendenti diretti la procedura di cassa integrazione richiesta dall’Ast di Terni, mentre per i lavoratori “somministrati” ne sarà aperta un altra per gestire gli scarichi produttivi rispetto ai reparti di appartenenza: è quanto ha annunciato oggi l’azienda nel corso di un incontro con i sindacati che si è svolto nella sede locale di Confindustria per l’esame del provvedimento.

In una nota le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb registrano che da parte dell’azienda “non c’ è stata risposta sugli altri temi richiesti”, questioni ritenute “utili per poter effettuare una discussione seria e costruttiva che ci metta nelle condizioni di poter affrontare questa fase complicata di Ast”.

Si è quindi deciso di aggiornare l’incontro al 26 settembre, quando le stesse sigle auspicano che “sia la volta buona per fare chiarezza”.

“Ribadiamo – conclude la nota – che è un paradosso il fatto che dal 4 di settembre ad oggi un’azienda importante come Ast non sia in grado di, o ‘peggio ancora non voglia’, eliminare la confusione generata fino ad oggi che ovviamente ha conseguenze negative solo sui lavoratori”.