Crescita contenuta, nel secondo semestre 2018, per l’economia ternana nei settori delle imprese, delle esportazioni e del turismo, mentre arretrano mercato del lavoro e accesso al credito. L’andamento disomogeneo, che mostra una difficoltà strutturale della fase di ripresa che coinvolge l’intera regione, emerge dal rapporto statistico ‘Indicatori dell’economia ternana’ realizzato dall’Osservatorio provinciale istituito presso la prefettura di Terni.

In base al documento, negli ultimi due trimestri del 2018 si è assistito a una leggera crescita tendenziale del numero delle imprese attive iscritte nei registri camerali (+0,8%), soprattutto nel terziario. Per quanto riguarda il commercio con l’estero, nello stesso periodo si è registrata una crescita sia delle importazioni (+9,7%) che delle esportazioni (+10,9%), consolidando la tendenza rilevata nella prima parte dell’anno.

Nell’anno appena trascorso, gli occupati sono diminuiti di quasi 1.000 unità (-0,8%) mentre le persone in cerca di occupazione sono aumentate di quasi 2.000, andamenti che implicano una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, anche se la crescita dell’offerta non ha trovato completa capacità di assorbimento.

Aumentano gli avviamenti al lavoro (+5,8%) e gli iscritti alle liste di disoccupazione (+3,7%).

Nel secondo semestre 2018 è stata inoltre rilevata una diminuzione delle ore autorizzate di cassa integrazione guadagni (-11,2%) che ha interessato gli interventi sia ordinari che straordinari, mentre quelli in deroga si sono annullati.

I finanziamenti erogati dal sistema del credito hanno segnato una lieve flessione (-0,1%), soprattutto – emerge dal rapporto – per quanto riguarda i prestiti erogati alle imprese, mentre il credito alle famiglie è continuato a crescere.

Il tasso di deterioramento del credito è in calo, così come l’importo dei protesti nel territorio provinciale ternano.

Indicazioni positive provengono, infine, dal settore turistico che nel secondo semestre 2018 è stato caratterizzato da una crescita degli arrivi (+8,3%) e delle presenze (+8,7%), sia dei clienti italiani sia di quelli stranieri.