Salute, ambiente e sicurezza; infrastrutture; appalti; welfare e formazione. I sindacati confederali non hanno dubbi. E’ su questi argomenti che deve basarsi il nuovo modello di sviluppo del territorio provinciale ternano. Ed è a tal proposito che le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, hanno elaborato una piattaforma comune, che verrà sottoposta all’attenzione delle istituzioni e delle associazione datoriali, per far uscire dalla crisi un territorio che – è stato detto in una conferenza stampa, svoltasi in mattinata presso la sede della camera del lavoro – in questi anni è stato davvero depauperato.

Ad illustrarne i contenuti sono stati Alessandro Rampiconi (Cgil), Angelo Manzotti (Cisl) e Guglielmo Bizzarri (Uil). Tra le finalità, hanno spiegato i sindacalisti, “tentare di superare la fase di stallo dell’area di crisi complessa, ancora in una fase embrionale, che non sta producendo gli effetti sperati”.

“La retta – hanno aggiunto – non può che essere il lavoro e la sua valorizzazione e la gestione dell’area di crisi complessa per ‘produrre’ lavoro di qualità”. Ma per le tre sigle sindacali non sono coerenti con le complessità presenti in provincia anche

i modelli istituzionali sul territorio. “Nonostante la complessità ambientale – hanno detto i tre rappresentanti – assistiamo ad un depotenziamento dell’Arpa, lo stesso vale per l’Inail, mentre l’Ispettorato del lavoro è diventato trasregionale. Da sei anni, inoltre, la direzione territoriale del servizio Salute e sicurezza e medicina del lavoro non ha un direttore. Mancano dunque dei punti di riferimento rispetto alle problematiche territoriali”.

Sviluppo della contrattazione per la riqualificazione del territorio, visione di smart city per i 18 comuni interessati all’area di crisi complessa, miglioramento dei trasporti ferroviari, liste di attesa più ‘snelle’, sono altre richieste contenute nel documento redatto dai tre sindacati.