“Chiederemo a chi ci governa non solo di restare autonomi, ma anche una revisione complessiva della norma che ci consenta una sostenibilità finanziaria e che vada in direzione di una attenzione alle specificità dei territori”. Lo ha detto il presidente della Camera di commercio di Terni, Giuseppe Flamini, commentando – in una conferenza stampa che si è svolta oggi – la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso dell’ente ternano contro la fusione con Perugia.

Il tribunale amministrativo ha dichiarato “rilevante e non manifestatamente infondata la questione di legittimità costituzionale” riferita all’articolo 10 della legge Madia, rimandando dunque alla Corte costituzionale perché si pronunci sulla legittimità della norma. Il punto centrale, secondo Flamini “è che il Tar del Lazio pone in dubbio la madre della riforma del sistema camerale, mettendo in discussione l’intero impianto”.

Oltre a quella di Terni hanno presentato ricorso altre cinque Camere di commercio, ma “sono ormai 20 in Italia – ha precisato ancora il presidente – ad aver fatto proprie le nostre richieste”. In attesa del pronunciamento della Corte costituzionale, che dovrebbe arrivare al massimo tra 18 mesi, per mercoledì è in agenda l’incontro con il presidente nazionale di Unioncamere e i ricorrenti, mentre il 18 aprile si terrà l’ assemblea nazionale di Unioncamere alla quale dovrebbe partecipare anche il ministro Luigi Di Maio.

“La Camera di commercio – ha sottolineato ancora Flamini – è un’istituzione pubblica amministrata dai rappresentanti di impresa e si deve solo alla sua giunta e al suo consiglio se la fusione con la Camera di commercio di Perugia non è avvenuta; questa istituzione non può essere cavallo di battaglia per nessun soggetto politico. Rispettiamo e dialoghiamo con tutte le istituzioni ma senza fare politica, con l’unico interesse di lavorare a servizio delle imprese e del territorio per la loro crescita. Per questo stiamo lavorando a stretto contatto con i rappresentanti politici locali e nazionali espressi dal territorio”.